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Dal Giappone organi chimera: un po' umani, un po' suini

Animali modificati in laboratorio con staminali umane allevati per produrre organi destinati ai trapianti: dal Giappone una proposta di ricerca che fa discutere.

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Non solo mortadelle: il maiale potrebbe diventare una fonte di organi per trapianto. Forse. (© REUTERS/Jason Lee) |

Il miglior amico dell’uomo? Presto potrebbe diventare il maiale. E non solo per le sue indiscutibili qualità gastronomiche, ma anche per quelle terapeutiche. Il governo giapponese ha infatti recentemente affidato a un gruppo di medici ed esperti legali il compito di redigere le prime line guida che regolamenteranno le ricerche sugli embrioni-chimera, cioè embrioni animali – per lo più suini – nei quali sono state introdotte cellule staminali umane.
Obiettivo degli studi è quello di mettere a punto maiali in grado di fornire organi trapiantabili in un essere umano senza problemi di rigetto.

Cuor di maiale. Un progetto degno del dr Frankenstein? No, almeno secondo Hiromitsu Nakauchi, responsabile delle ricerche sulle staminali presso il centro di medicina rigenerativa dell’Università di Tokyo. “Questo passaggio legale è molto importante e ha richiesto più di tre anni per essere avviato” ha recentemente dichiarato in un’intervista al Daily Telegraph.
Attualmente il Giappone è uno dei paesi meno restrittivi in questo ambito e ha già autorizzato studi che in altri paesi sono stati bloccati.
Nakauchi e il suo team hanno già impiantato con successo staminali di ratto all’interno di embrioni di topo geneticamente modificati e ipotizza di poter applicare la stessa tecnologia anche su uomini e maiali ma il dispositivo legale del paese attualmente non lo permette. Ad oggi infatti, la normative del Sol Levante consente di creare embrioni chimera in laboratorio e di conservarli per un periodo massimo di 14 giorni. Il prossimo passo sarà quello di autorizzare il loro impianto in uteri animali, ma per fare questo occorrerà attendere l’approvazione della nuova legge che richiederà non meno di 12 mesi.

Del maiale non si butta via niente. Esaurito l’iter legale, la produzione del primo suino con organi “umanizzati” sarà piuttosto veloce, visto che la teconologia è già disponibile. Il primo “pezzo di ricambio” ad essere prodotto sarà probabilmente un pancreas, il più facile da generare, mentre per cuore e reni il processo sarà più lungo e richiederà almeno 5 anni.
La ricerca di Nakauchi lascia comunque senza risposta numerosi interrogativi sia di natura scientifica che etica. Quale sarà la reale compatibilità degli organi chimera? E chi li accetterà, se mai ne verrà autorizzata la produzione su larga scala, a quali problemi potrebbe andare incontro?

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5 luglio 2013 | Rebecca Mantovani