Scienze

Sentinel 1: un satellite aiuta a studiare il terremoto

Il satellite dell'Esa ha documentato dallo spazio lo sprofondamento e lo spostamento del terreno lungo la faglia, nelle zone del terremoto del Centro Italia.

30 agosto. Prosegue la sequenza sismica in centro Italia, con scosse lievi, quanto a magnitudo, ma non è certo difficile immaginare ciò che significa per chi oggi è costretto a vivere accampato e ha perso affetti e ogni cosa.

Mentre ancora si cercano i dispersi sotto alle macerie e la conta delle vittime è arrivata a 292, gli scienziati danno il loro contributo a supporto delle ricerche e del lavoro delle organizzazioni sul campo anche analizzando le modificazioni e i movimenti del suolo, sulla base dei dati rilevati dai satelliti dell'Esa.

Con il coordinamento della Protezione Civile, gli scienziati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell'Istituto per il rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente (IREA) del CNR stanno studiando i dati ottenuti da Sentinel-1 e da altre missioni basate su tecnologia radar, per creare una mappa delle deformazioni causate dal terremoto del 24 agosto.

Il team ha constatato una subsidenza (sprofondamento) che raggiunge i 20 centimetri nella zona di Accumoli (Rieti), e movimenti laterali fino a 16 centimetri. Gli scienziati utilizzano una tecnica che permette di mappare le deformazioni superficiali comparando immagini radar acquisite sopra le zone interessate prima e dopo l'evento. I dati principali sono stati acquisiti da Sentinel 1A.

Gli scienziati sono stati in grado di quantificare il movimento del suolo sia in verticale (subsidenza) sia in direzione est-ovest, combinando le scansioni radar ottenute dai satelliti che hanno sorvolato l'area sia da sud a nord sia da nord a sud.

Sentinel-1 non è l'unico satellite a fornire informazioni sul recente terremoto: gli scienziati hanno potuto contare anche su dati forniti dai satelliti Cosmo-SkyMed dell'Agenzia spaziale italiana (ASI) e su rilevazioni fornite da altre agenzie spaziali.

Inoltre, i dati provenienti da una moltitudine di missioni contributive del programma Copernicus vengono utilizzate per produrre mappe attraverso il servizio di Gestione delle emergenze, per la valutazione dei danni.

Sentinel-1 è infatti una missione composta da due satelliti, parte proprio del programma europeo di monitoraggio ambientale Copernicus, sotto l'egida della Commissione Europea. Il primo, Sentinel-1A, è stato lanciato nel 2014, mentre Sentinel-1B è ancora in fase di messa in servizio, dopo il lancio avvenuto quattro mesi fa.

Con 250 km di copertura, in ogni istante, della superficie sorvolata, Sentinel-1 fornisce agli scienziati un'ampia visuale del territorio interessato all'evento, dando loro la possibilità di esaminare gli spostamenti del terreno dovuti al sisma e di sviluppare ulteriori conoscenze sui terremoti.

Quando sarà operativo anche Sentinel-1B, nel giro di qualche settimana, sarà possibile effettuare acquisizioni di routine su aree critiche, come l'Italia, con un passaggio ogni sei giorni dei due satelliti.

30 agosto 2016 Focus.it
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