Scienza

Così gli animali hanno conquistato lo scheletro

Prima di 550 milioni di anni fa, non si trovano tracce di fauna con un'ossatura. Che cosa cambiò, in seguito? Come abbiamo conquistato la nostra struttura portante?

L'analisi di antichissimi strati rocciosi in Siberia potrebbe aiutarci a ricostruire la storia dell'ossatura animale: a capire cioè, come gli animali terrestri siano passati da una composizione a tessuti molli alla conquista di uno scheletro, avvenuta all'incirca 550 milioni di anni fa.

Reazioni a catena. Oggi l'ossigeno costituisce il 20% dei gas atmosferici, ma prima di 800 milioni di anni fa, la sua concentrazione era pari ad appena lo 0,1% delle quantità odierne. Una delle ipotesi è che l'aumento dei livelli di ossigeno in atmosfera e il cambiamento di composizione chimica degli oceani abbiano contribuito a rendere disponibili agli animali i minerali necessari alla costituzione di un'ossatura.

Miniera di informazioni. Per testare quest'ipotesi, Rachel Wood, geobiologa dell'Università di Edimburgo, ha analizzato alcuni antichi strati rocciosi vicino al fiume Yudoma, in Siberia. In queste rocce formate da antichi sedimenti oceanici si trovano sia fossili animali, sia indizi per comprendere la composizione chimica degli oceani nelle varie epoche.

Diversa composizione. Nelle rocce Wood ha individuato alcuni importanti cambiamenti chimici durante i periodi Ediacarano e Cambriano, tra i 635 e i 485 milioni di anni fa. Fino a 545 milioni di anni fa le rocce appaiono ricche di dolomite, un minerale che si pensa tipico dei periodi in cui l'atmosfera terrestre era povera di ossigeno. Dopo quella data, prevalgono rocce calcaree, con abbondanza di minerali aragonite e calcite, gli stessi che compongono le ossa animali.

Una fonte da cui attingere. Questi cristalli si formano molto più velocemente della dolomite, dando agli animali il tempo e l'opportunità di attingerli per costituire il proprio scheletro. Si pensa che gli intensi fenomeni erosivi come le piogge abbiano favorito la diluizione del calcio delle rocce negli oceani, favorendo quindi la disponibilità di questa sostanza per la fauna terrestre.

La prova concreta. I fossili racchiusi nelle rocce sembrano confermare questa teoria. Nelle dolomiti prevalgono resti di animali a tessuti molli, come l'Aspidella, una creatura che viveva ancorata ai fondali marini. In quelle calcaree si trovano fossili con gusci calcificati come i Cloudina, organismi costituiti da piccole strutture coniche di calcite dai quali, in seguito, si sarebbero evoluti pesci, bivalvi, dinosauri e tutti i vertebrati, uomo incluso.

16 novembre 2016 Elisabetta Intini
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