Scienza

Atlantide sommersa: la Cina progetta la sua prima base nelle profondità oceaniche

Una stazione di ricerca a migliaia di metri dalla superficie dell'acqua, frequentata da robot autonomi di cui si starebbe già testando il sistema di attracco: iniziano ad emergere alcuni (fumosi) dettagli su un nuovo piano di espansione nei fondali marini.

L'equivalente di una base spaziale da costruire, questa volta, sui fondali marini, a migliaia di metri di profondità: nel futuro della Cina ci sarebbe anche il progetto, ambizioso, della prima stazione oceanica profonda permanente, frequentata da robot autonomi da utilizzare a scopo di ricerca.

Alcuni vaghi dettagli del piano, di cui si sa ancora pochissimo, sarebbero filtrati da documenti dell'Accademia Cinese delle Scienze, che starebbe lavorando a prototipi i cui risultati sono attesi in cinque anni, e da qualche commento del Presidente cinese Xi Jinping.

La città dei robot. Secondo le indiscrezioni raccolte dal New Scientist, la base potrebbe includere una camera per intrappolare momentaneamente e studiare sul posto creature acquatiche profonde, che non sopravvivrebbero se riportate in superficie. Robot sottomarini si occuperebbero della mappatura, con i sonar, dei fondali oceanici, dei quali conosciamo nel dettaglio meno dell'1%. Negli ultimi anni, la Cina ha testato diversi prototipi di stazioni di attracco e di ricarica per robot subacquei, ma alla profondità massima di 105 metri.

Osservazione costante. Tra i vantaggi di una base oceanica permanente ci sarebbe quello di studiare alcuni fenomeni in modo continuativo, anziché con una singola "istantanea" come avvenuto finora. Si potrebbero monitorare eruzioni e frane sottomarine, e studiarne il potenziale nel provocare tsunami e terremoti.

Dallo studio della composizione chimica dei fondali, e dai microrganismi fossili depositati su di esso, si potrebbero raccogliere nuove informazioni sull'origine della vita negli oceani terrestri. Finalità scientifiche a parte, una base di questo tipo sarebbe anche un punto di riferimento per le estrazioni di minerali rari o di petrolio, attività che rischiano di distruggere gli ecosistemi oceanici ancora prima che possiamo conoscerli.

Dove si farà? Al momento non si hanno informazioni sulla profondità di questa presunta stazione, né sulla sua localizzazione. A profondità superiori ai 200 metri non arriva la luce solare: la base dovrebbe contare su altri sistemi di ricarica, e sarebbe probabilmente collegata via cavo a una nave-batteria o alla terraferma.

Sembra difficile, quindi, che venga costruita molto lontano dalla costa, anche se il coinvolgimento della provincia di Hainan, la più meridionale della Cina, fa pensare che un possibile sito sia la Fossa di Manila (5400 metri di profondità) al largo dell'isola di Luzon nelle Filippine, e all'estremità del Mare Cinese Meridionale.

Un sito alternativo potrebbe essere il Canale di Okinawa che si estende per 1100 km da nord di Taiwan a sud del Giappone, nel mare Cinese Orientale. Entrambe le zone si trovano ai margini delle placche continentali e sono quindi interessanti, dal punto di vista geologico. Tuttavia, si tratta anche di aree particolarmente contese dal punto di vista politico.

11 marzo 2019 Elisabetta Intini
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