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Che cosa faceva finire le glaciazioni?

Nonostante importanti progressi, non c'è una risposta definitiva: uno studio mostra che l'ago della bilancia per la fine delle glaciazioni è l'inclinazione dell'asse terrestre, ma restano alcuni dubbi.

Grotte: l'Antro del Monte Corchia (Alpi Apuane, Toscana)
Stalattiti, stalagmiti e altre formazioni rocciose nell'Antro del Monte Corchia (Alpi Apuane, Toscana). I dati delle analisi sulle stalagmiti in questa grotta sono stati utilizzati nello studio sulle glaciazioni. | sbellott / Shutterstock

Una delle domande ancora senza risposta che riguarda la storia del nostro Pianeta è quali siano state le cause che hanno fatto terminare le glaciazioni: negli ultimi 5 milioni di anni ce ne sono state almeno cinque, e non si è mai effettivamente capito cosa facesse sì che a un certo punto i ghiacci iniziassero a sciogliersi portando il pianeta a una fase interglaciale (come quella che stiamo vivendo). Ora, una nuova ricerca dell'Università di Melbourne avrebbe scoperto che una vecchia ipotesi che sosteneva che la fine delle ere glaciali fosse da collegare al momento in cui l'asse terrestre si trova al massimo della sua inclinazione potrebbe essere quella corretta.

 

L'inclinazione dell'asse terrestre, attualmente di 23°27', varia ciclicamente tra 22°30' e 24°30' con un periodo di circa 41.000 anni (ora stiamo andando verso il minimo). Quando l'asse si trova alla massima inclinazione, stando ai ricercatori, estati più lunghe e temperature medie elevate possono portare alla fusione dei ghiacci dell'emisfero settentrionale, maggiormente interessato dalle glaciazioni, e di conseguenza al periodo interglaciale. Stando a Petra Bajo, coordinatrice del lavoro pubblicato su Science, la quantità di energia solare in gioco con la massima inclinazione dell'asse terrestre è sufficiente per fare collassare le calotte glaciali e portarle a un rapido scioglimento.

Sedimenti marini e stalagmiti. Già nel diciannovesimo secolo si era ipotizzato che l'alternarsi delle glaciazioni fosse legato in qualche modo alla geometria dell'orbita terrestre, ma vi era sempre stata incertezza su quale fosse la proprietà più importante tra le diverse che la caratterizzano, a partire dall'inclinazione dell'asse terrestre fino all'eccentricità dell'orbita e alla precessione. Ora il gruppo di lavoro di Bajo ha combinato i dati di analisi su alcune stalagmiti dell'Antro del Monte Corchia (Toscana), con informazioni raccolte dall'analisi di sedimenti oceanici prelevati al largo delle coste del Portogallo.

«Grazie a un lavoro di confronto molto sofisticato tra stalagmiti e sedimenti oceanici abbiamo potuto confrontare le età dei campioni con grande accuratezza», spiega Russell Drysdale, uno dei ricercatori: «questo ci ha portato ad avere una precisa datazione del termine di due glaciazioni, una avvenuta 960.000 anni fa, l'altra 875.000 anni or sono. In entrambi i casi, la loro fine è segnata dal momento in cui l'angolo di inclinazione dell'asse terrestre si trovava al massimo valore.»

Una domanda... Confronti tra questi risultati con dati di studi precedenti sulla fine di ere glaciali dimostra che la situazione è ricorrente negli ultimi milioni di anni. Rimane però un dubbio: le glaciazioni fino al Pleistocene (circa 2,6 milioni di anni fa) avevano un durata doppia rispetto alle più recenti. Come si spiega questo? Un dubbio che ancora deve essere risolto.

18 marzo 2020 | Luigi Bignami