Burian, Buran e la guerra del meteo

L'equinozio di primavera e la Giornata internazionale della meteorologia  cadono in periodo di assurda competizione tra servizi meteo, che distrae dai temi importanti che riguardano il clima.

previsioni-del-tempo_shutterstock_764232103
|Shutterstock / FCSCAFEINE

Le previsioni meteorologiche non sono utili solamente per sapere come sarà il tempo del fine settimana: hanno importanti ricadute in molti campi della vita e delle attività quotidiane, dall'agricoltura all'edilizia, dai trasporti aerei e marittimi alla percorribilità delle strade - oltre, naturalmente, a essere un sistema di allerta per fare fronte alle tante problematiche che possono insorgere con forti perturbazioni.

 

La richiesta di previsioni, gratuite o a pagamento, ha fatto nascere in pochi anni decine di servizi ad hoc, destinati a professionisti, a internet, alla tv, agli smartphone: alla base di tutti, il ritorno economico è garantito dalla pubblicità.

 

Per dividersi una torta che negli anni si è fatta sempre più piccola, la competizione è diventata feroce e si è arrivati a veri e propri scontri tra i servizi più visti in Italia per stabilire "chi è il più bravo a pre-vedere". È una situazione che non sempre fa l'interesse di chi necessita di informazioni meteo, come dimostra anche la "lotta" che si è consumata sull'arrivo o meno di una forte perturbazione chiamata Burian 2.

Burian e gli strilloni del meteo. Ognuno è libero di chiamare le cose come gli pare, tuttavia se non ci si mette d'accordo sulle parole difficilmente si riuscirà a parlare di qualunque cosa. Il nome, Burian, si basa su di un errore, spiegava qualche giorno fa su Climalteranti Stefano Caserini, del Politecnico di Milano, esperto di mitigazioni dei cambiamenti climatici, «perché contrariamente a quanto scrivono molte testate giornalistiche italiane, "Burian" non esiste. Innanzi tutto perché si chiama Buran e, secondo, perché il Buran è un vento delle steppe siberiane: interessa solo l'Asia, e in Europa non soffia. In Italia il vento da nordest si chiama grecale, come da rosa dei venti, oppure bora, nel caso in cui entri nell'Adriatico dalle cosiddette porte della bora, ossia le "strettoie" di uscita dell'altopiano a nordest dell'Adriatico».

Questa sorta di braccio di ferro tra nomi, venti ed eventi si è giocato soprattutto sul fatto che Burian era stato "previsto" da un servizio meteo con oltre 10 giorni di anticipo, fatto che secondo un altro servizio meteo non è assolutamente possibile. Giudizio - quest'ultimo - condivisibile, date le nostre attuali capacità previsionali, che nella migliore delle ipotesi non vanno al di là dei tre giorni.

 

23 marzo, Giornata Mondiale della Meteorologia, previsioni del tempo
23 marzo, Giornata Mondiale della Meteorologia. | Shutterstock / AKalenskyi

La questione, purtroppo, non è rimasta circoscritta a una previsione, azzardata o meno: il servizio "allarmista" si è adoperato per favorire anche la diffusione di un allarme meteo per alcune regioni - preoccupazione del tutto ingiustificata per il servizio meteo concorrente.

 

Un solo servizio di previsioni del tempo. A un certo punto ha voluto dire la sua anche l'Associazione Italiana di Scienze dell'Atmosfera e Meteorologia, che in un comunicato ha espresso «viva preoccupazione per il sempre più frequente dilagare, sui mezzi di comunicazione, di previsioni relative ad eventi meteorologici intensi emesse da soggetti non dotati di comprovata qualificazione in materia e - fatto ancora più grave - per la pubblicazione, da parte degli stessi soggetti, di avvisi relativi a presunti pericoli per la sicurezza pubblica, in grave interferenza con il ruolo delle Pubbliche Autorità preposte per legge alla tutela dei cittadini».

 

Insomma, per come si sono svolte le cose e benché la questione possa apparire di poco conto, si potrebbe persino arrivare a una denuncia per procurato allarme. La questione non è di poco conto, anzi: è molto grave, se pensate non a "sciarpa e ombrello" ma a tutte quelle attività che sulle condizioni meteo pianificano ciò che devono fare. Sarebbe forse più logico avere un unico ente istituzionale, in cui riversare risorse (uomini, mezzi, fondi e tecnologie) e da cui aspettarsi un'unica previsione che non costringa poi a "fare la media" tra i tanti servizi per sapere con ragionevole sicurezza che tempo farà per organizzare tutto ciò che va fatto.

 

Con tutto ciò, non vogliamo negare la complessità di questa giovane scienza, anzi, e per capire quante e quali siano le difficoltà ecco Come nascono le previsioni del tempo.

 

23 Marzo 2018 | Luigi Bignami