Scienze

Buon compleanno iPod. O forse no?

Storia della nascita di un prodotto di culto e di successo.

Buon compleanno iPod. O forse no?
Storia della nascita di un prodotto di culto e di successo.


Musica per tutte le orecchie. L'iPod, uno strumento
innovativo che ha rivoluzionato il modo di ascoltare
la musica e le nostre abitudini (Vedi Fotogallery).

Il 23 ottobre 2001, mentre gli occhi del mondo erano ancora atterriti dalle immagini delle macerie fumanti di Ground Zero, negli uffici della Apple a Cuppertino, California, veniva presentato un gadget destinato a rivoluzionare gesti quotidiani come il camminare, l’andare in bicicletta, o lo starsene spaparanzati al sole o sul divano del salotto. Steve Jobs, deus ex machina della casa della mela, mostrava infatti per la prima volta al pubblico l’iPod, l’unico fra le decine di lettori MP3 già allora sul mercato, destinato a fare breccia nel cuore di giovani e meno giovani, e aprire una nuova era musical-tecnologica.

Dalle stalle alle stelle
La storia dell’iPod, come molte altre storie di successo americane, è un misto di genialità e spirito d’avventura, uffici all’ultimo piano di un grattacielo e garage polverosi. Padre di questo rivoluzionario oggetto è Anthony Michael Fadell, un eccentrico ingegnere statunitense che a soli 32 anni aveva già ricoperto ruoli di massima responsabilità in multinazionali come Philips Electronics, oltre ad aver fondato e gestito numerose aziende attive nell’informatica e nella musica digitale. Fadell, già prima del 2001, aveva tentato di proporre a Real Networks, altro colosso dell’informatica americana, la sua idea di un dispositivo dotato di disco fisso, capace di immagazzinare migliaia di canzoni, ma problemi di relazioni con il management aziendale spinsero l’intraprendente personaggio ad andarsene dopo sole sei settimane per realizzare la propria idea da solo.

Il primo vagito del prototipo
funzionante del iPod è legato
all'Italia: la canzone "Groovejet"
di Dj Spiller, all'anagrafe Cristiano
Spiller, nato a Venezia, e uno dei
più talentuosi Dj mondiali.
Una mela al giorno…
Nel gennaio del 2001 Fadell venne chiamato da Jon Rubistein, responsabile hardware della Apple, per realizzare un lettore MP3 in grado di dialogare con iTunes, il neonato software, sempre Apple, dedicato all’archiviazione dei file musicali. Fadell doveva insomma sviluppare un minicomputer dal design gradevole, capace di gestire un grande database musicale e dotato di un processore sufficientemente veloce da decomprimere i file MP3 e trasformarli in squillante musica.
Fadell identificò il cuore del nuovo dispositivo in un mini disco fisso prodotto dalla Toshiba grande poco meno di due pollici e dalla capienza di 5 Gigabyite, sufficiente quindi a contenere oltre 1000 canzoni, contro le 20 o 30 del più evoluto lettore allora in commercio.

…visto si produca
Per dare una forma alla sua idea Anthony ritagliò un modello del nuovo dispositivo nella schiuma di polistirolo, appesantendolo con piombi da pesca per renderlo il più possibile reale: era grande poco più di un pacchetto di sigarette, aveva un grande display centrale raffigurato da un pezzo di vetro, e, sotto di esso, i tasti per il funzionamento. La presentazione del progetto al management di Apple fu un successo: quando Fadell mostrò il modello di polistirolo e piombo, nella sala cadde il silenzio, un silenzio carico di aspettative, che nella mente di Steve Jobs si stavano già trasformando in dollari sonanti.

Una versione speciale dell'iPod
chiamata iPod U2 Special Edition,
unico e speciale come la band a
cui è dedicato.
Un nome una garanzia?
Il resto della storia è noto: il marketing di Apple inventò il nome iPod, dove la “i” indica Internet, ma anche “interattivo”, “integrato” o “individuale, personale” e il termine Pod significa “guscio, baccello, contenitore”.
Da allora l’ iPod di strada ne ha fatta parecchia: oggi è in grado di gestire musica, foto, video e file di testo, e ogni giorno il suo joystick circolare viene sfiorato da più di 60 milioni di persone in ogni angolo del mondo.
Come tutti i grandi successi, anche l’iPod non è esente da critiche: batterie troppo costose da sostituire, software di non immediata comprensione, sistema troppo chiuso. Recenti ricerche condotte negli USA attribuiscono inoltre all’iPod e agli altri lettori MP3 la responsabilità dei crescenti problemi di udito che colpiscono sempre più spesso i giovani. Questi apparecchi consentono infatti di ascoltare ininterrottamente ore e ore di musica che può essere sparata nelle orecchie a volumi superiori ai 115 decibel, più o meno come un martello pneumatico.

Rivoluzione mediatica
L’iPod ha anche stravolto il modo di fruire i contenuti di radio, riviste, siti web e televisione: il podcasting, neologismo nato dalla fusione tra le parole “iPod” e “broadcasting”, ossia “trasmissione per mezzo dell’iPod”, è oggi un fenomeno diffuso. Molti network radiotelevisivi e organi di informazione rendono infatti disponibili i propri contenuti in formati idonei a essere scaricati dal web e trasferiti sul lettore della Apple, così da poter essere fruiti quando più è comodo.
Nel settembre del 2006, per la prima volta in cinque anni, le vendite dell’iPod hanno registrato una flessione. Che sia il caso di iniziare a risparmiare per essere i primi ad acquistare un eventuale erede del gadget dalle cuffiette bianche?

(Notizia aggiornata al 28 novembre 2006)

27 novembre 2006
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