Buon compleanno, Envisat

L'8 aprile 2012 il satellite dell'ESA ha interrotto le comunicazioni con la Terra. Proprio nell'anno in cui festeggerebbe i 10 anni di attività. Secondo gli esperti, la possibilità che si riprendano i contatti sono minime. In ogni caso, il lavoro compiuto finora dall'osservatorio terrestre è encomiabile: dal 2002, anno del lancio, Envisat ha orbitato intorno alla Terra oltre 50 mila volte, inviando migliaia di immagini e dati che hanno documentato cambiamenti climatici, restringimento dei ghiacci, distruzione delle foreste e condizioni dell'atmosfera. Ecco le foto più belle che ci lascia in eredità.

Due grandi distese di sabbia modellata a dune (erg, "mare di sabbia", in lingua araba) affiorano in mezzo a ciottoli e arenaria. Siamo nell'area libica del deserto del Sahara, e quelli fotografati da Envisat sono l'Erg Ubari (di colore rossiccio, a nord) e l'Erg Murzuq, in giallo a sud. Una persistente alta pressione sulla Libia mantiene il cuore del Sahara completamente arido, ma un tempo, secondo alcuni esperti, il clima nella regione era più umido, grazie alla presenza di antichi laghi, e le terre più fertili.

Con i suoi 10 sofisticati strumenti di osservazione, Envisat ha scandagliato ogni angolo della Terra per 5 anni in più rispetto alla sua durata di vita prevista. A prendere il suo testimone saranno, a partire dal 2013, i satelliti Sentinel, suoi successori.

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Cartoline dall'Africa

Un mare di dune (vai alla gallery)

I venti del deserto trasportano il fumo causato dagli incendi nella California meridionale verso il mare. Più a sud, sulla Penisola di Baja California, in Messico, a volare nell'aria è la sabbia, sospinta in direzione del Pacifico.

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Il bacino del Lago Eyre, nel cuore dell'Australia, è uno dei più grandi sistemi di drenaggio interni al mondo: con i suoi 1,2 milioni di chilometri quadrati di estensione, misura più o meno quanto Italia, Francia e Germania messe insieme. Le nubi chiare contrastano con il colore rossiccio del suolo.

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La più grande isola del Golfo Persico appartiene all'Iran: l'isola di Qeshm, lunga e sottile, si trova a pochi chilometri dalla costa iraniana vicino allo stretto di Hormuz. A Qeshm si sviluppa la Hara Biosphere Reserve, la più vasta foresta di mangrovie nell'aria, visibile nell'immagine, tra l'isola e la costa.

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La catena himalayana coperta di neve costituisce una barriera tra le cime del plateau tibetano in Asia centrale (a nord nell'immagine) e le pianure di Nepal, Bhutan e India nel subcontinente indiano. Nell'immagine a falsi colori, la vegetazione lussureggiante appare in fucsia. La foto è stata acquisita grazie al sensore di Envisat MERIS (Medium Resolution Imaging Spectrometer) che produce immagini bidimensionali utilizzando uno spettrometro a 15 bande.

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Strano effetto fanno dall'alto le scie di condensazione degli aerei: sembrano quasi "graffi" che segnano l'atmosfera, per poi scomparire dopo breve tempo. Gli scorci di terra che vedete appartengono a Paesi Bassi (a est in alto) al Belgio (più a sud) e all'Inghilterra (a ovest).

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Scie aeree. Scie chimiche?

la Piattaforma di ghiaccio Brunt e la lingua di ghiaccio Stancomb-Wills, nell'Antartide orientale. Nel continente antartico le piattaforme di ghiaccio galleggianti, spesse masse di ghiaccio che si estendono fino alla superficie dell'oceano, si trovano su circa il 44% delle coste. Quella superficie triangolare a forma di coda di balena, sulla destra, è l'isola di Lyddan, anch'essa coperta di ghiaccio.

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Cinque vulcani punteggiano la superficie della più grande isola dell'arcipelago delle Galapagos, Isabela. L'immagine è stata catturata da ASAR (Advanced Synthetic Aperture Radar), uno strumento di Envisat che rileva le variazioni di quota delle superfici. I dati radar possono essere utilizzati anche per misurare parametri della superficie marina come velocità e direzione dei venti e altezza delle onde.

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Il territorio di Nunavut, nell'Artico Canadese, coperto di neve. A causa della bassa elevazione del Sole in questo momento dell'anno (la foto è stata scattata nel dicembre 2009) la parte alta dell'immagine appare scura, e le nuvole tinte di un colore rosaceo. Lo scatto premia il lavoro di AATSR (Advanced Along Track Scanning Radiometer), un altro degli strumenti di Envisat specializzato nell'immortalare nubi e aerosol, e nella misurazione della temperatura della superficie marina.

Le increspature delle onde all'Interno dello Stretto di Gibilterra sono visualizzate grazie a SAR (Synthetic Aperture Radar) uno strumento di Envisat particolarmente abile nel captare l'ampiezza delle onde. A nord nella foto, la costa della Spagna, a sud quella del Marocco.

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Le correnti convettive trasportano per migliaia di chilometri la sabbia del Sahara algerino sopra all'Atlantico sulla Penisola Iberica, l'estremità orientale della Francia (a destra) , l'Inghilterra e l'Irlanda. La sabbia del Sahara contiene molti nutrienti, tra cui fosforo, ferro e azoto, che stimolano la crescita del plancton.

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Ecco chi ha causato la tempesta di sabbia della foto precedente. Il deserto algerino è qui fotografato con colori diversi che indicano la rigidità e solidità delle superfici (in particolare qui vediamo il Bacino di Tanezrouft). Le tonalità più scure corrispondono alle rocce più tenere con una superficie sabbiosa o ghiaiosa.

Affiancato dalle Ande del Cile, a ovest, ecco il Sud dell'Argentina, con al centro i due laghi della provincia di Chubut. Il più profondo, il Lago Musters (il bacino si inabissa per 20 metri) è visibile sotto forma di macchia più scura, il più chiaro - il Colhué Huapi, profondo solo un paio di metri - appare più chiaro.

Nel punto in cui Iran (in alto) e Penisola Arabica (in basso) si guardano è caduto l' "occhio" di MERIS (MEdium Resolution Imaging Spectrometer) lo spettrometro a 300 metri di risoluzione di Envisat, specializzato nella misurazione del colore del mare.
In corrispondenza dello Stretto di Hormuz, al centro tra i due tratti di costa, l'acqua si tinge di un colore azzurro chiaro, dovuto ai sedimenti trasportati dalle onde. Sulla regione iraniana spiccano gli altipiani, le zone montuose e le numerose depressioni, mentre intorno alle isole artificiali davanti a Dubai, a sinistra nello scatto, si possono scorgere dei piccoli vortici verde acqua, costituiti da plancton e depositi sabbiosi.

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Una porzione di Brasile lungo la costa atlantica. A sud, le nubi coprono la seconda più grande città del paese: Rio de Janeiro. Gran parte dell'area qui riprodotta è occupata dalle Riserve della Foresta Atlantica, uno scrigno di biodiversità, con le caratteristiche della foresta pluviale, che contiene un mix unico di specie vegetali.

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Il sistema di corsi d'acqua che dalle isole di Warbah e Bubiyan, in Kuwait, sfociano nelle acque del Golfo Persico, è visibile in questa immagine radar dai colori, per così dire, "invertiti". In verde, lilla e blu vediamo la terraferma, mentre il giallo, l'azzurro acqua e il rosa rappresentano l'acqua.

Il 12esimo fiume più lungo del mondo, il Mekong (in Vietnam) è qui fotografato mentre si diffonde tra i suoi affluenti in un maestoso delta, che sfocia nel Mare Cinese Meridionale. Ho Chi Minh, la più grande città vietnamita, è visibile in bianco, in alto a destra nell'immagine.

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Acqua in caduta libera: le più belle foto di cascate

Con i suoi oltre 2 mila chilometri di lunghezza e un'area di 350 mila chilometri quadrati la Grande Barriera Corallina Australiana è la più grande struttura vivente sulla Terra e l'unica visibile anche dallo spazio. L'immagine è stata acquisita nel novembre 2010 dal sensore Medium Resolution Imaging Spectrometer (MERIS) con una risoluzione a 300 metri.

Le meraviglie del mondo viste da satellite (guarda)

Envisat è un "occhio" attento soprattutto quando si tratta di monitorare i fenomeni che minacciano la Terra. Inquinamento, catastrofi naturali, scioglimento dei ghiacci e disastri marini, come in questo caso: nella foto, la situazione nel Golfo del Messico investito dalla marea nera il 29 aprile 2010, una settimana dopo il disastro della BP.

La scia gialla della sabbia del Sahara sollevata dal deserto attraversa la Mauritania (a nord), il Senegal (al centro) e la Guinea Bissau (in basso) diffondendosi sul Nord Atlantico in direzione delle isole di Capo Verde.

Una tempesta di sabbia ripresa con la tecnica del time-lapse (video)

Guarda anche una tempesta di sabbia in Alaska

Il fiume Yukon, in Alaska, è il uno dei più importante fiume del mondo per la riproduzione dei salmoni e ospita la più grande risalita della corrente dei salmoni del Pacifico. Secondo alcuni antropologi fu anche la principale rotta migratoria per i primi uomini che popolarono il Nord America. Qui lo vediamo dividersi in una miriade di emissari prima di tuffarsi nel Mare di Bering.

Perché i salmoni nuotano controcorrente?

Una fioritura di fitoplancton fotografata da Envisat a circa 600 chilometri dalle Isole Falkland, nell'Atlantico meridionale. I colori che compongono questa figura a forma di "8" indicano tipi e quantitativi di alghe differenti. Grazie a speciali sensori, i satelliti sono in grado di monitorare la diffusione di fitoplancton, determinandone specie e tossicità.

Spettacolari panorami da satellite che sembrano quadri: guarda

Nella foto sei "perle" dell'arcipelago delle Hawaii fotografate dalle strumentazioni radar di Envisat. Con otto isole maggiori e 124 isolotti più piccoli, queste terre sono tra i luoghi più isolati del pianeta: distano infatti quasi 4 mila chilometri dalla costa americana - in particolare dalla California - e più di mille chilometri da un altro gruppo di isole "vicine", quello delle Kiribati. L'immagine è stata realizzata in tre diverse acquisizioni, nel 2006, 2007 e 2008. I colori indicano la variazione della superficie del suolo tra le diverse fasi.

Spiagge bianchissime e acque cristalline, le più belle isole del mondo (guarda)

Il sogno di una spiaggia perfetta porta spesso il pensiero alle Bahamas, una catena di isole che si estende per 1400 chilometri tra la Florida (U.S.A.) e l'isola di Hispaniola, la lussureggiante piattaforma del centro America composta da Haiti e la Repubblica Dominicana. Che si tratti di un paradiso lo si intuisce anche a 800 chilometri di altitudine, da dove osserva la Terra lo spectrometro MERIS, a bordo del satellite Envisat. Nell'immagine ad alta risoluzione è distinguibile chiaramente la lingua di terra della Florida (in alto a sinistra), mentre in basso si estende l'isola di Cuba: la macchia di azzurro chiaro corrisponde invece alla piccola isola Cay Sal.

Guardatelo bene. A una prima occhiata potrebbe sembrare una pozzanghera iridescente, o una goccia di sapone al microscopio. Invece i colori che vedete sono quelli, variamente combinati al satellite, del più grande delta di fiume del mondo: la foce del Gange, tra Bangladesh e India. Un'area di 350 chilometri in cui si incrociano terra, acqua e detriti portati non solo dal sacro fiume ma anche da altri due corsi d'acqua dell'Asia, il Meghna e il Brahmaputra. È in questa zona così ricca che si trova la più imponente foresta di mangrovie del pianeta: quella di Sundarbans ("magnifica foresta" in lingua Bengali) dove si nasconde la famigerata Tigre del Bengala (Panthera tigris tigris).

Sembra un geco questa strana figura che si dipana per più di mille chilometri nella regione di Irkutsk (Siberia sudorientale) lungo i fiumi Angara, Oka e Iya. Il curioso corso d'acqua, qui in una foto composita da satellite, si è formato negli anni Sessanta in seguito alla costruzione di una diga sul fiume Angara per ottenere energia elettrica.

Due grandi distese di sabbia modellata a dune (erg, "mare di sabbia", in lingua araba) affiorano in mezzo a ciottoli e arenaria. Siamo nell'area libica del deserto del Sahara, e quelli fotografati da Envisat sono l'Erg Ubari (di colore rossiccio, a nord) e l'Erg Murzuq, in giallo a sud. Una persistente alta pressione sulla Libia mantiene il cuore del Sahara completamente arido, ma un tempo, secondo alcuni esperti, il clima nella regione era più umido, grazie alla presenza di antichi laghi, e le terre più fertili.

Con i suoi 10 sofisticati strumenti di osservazione, Envisat ha scandagliato ogni angolo della Terra per 5 anni in più rispetto alla sua durata di vita prevista. A prendere il suo testimone saranno, a partire dal 2013, i satelliti Sentinel, suoi successori.

Pazzi incontri nel deserto (guarda)

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