Focus

Breakthrough Listen: scienza in campo per cercare ET

Una enorme quantità di dati messi a disposizione di chiunque voglia cercare eventuali segnali alieni: se lì in mezzo si nasconde un ET, lo troveremo.

Breakthrough Listen Initiative: alla ricerca di mondi alieni
| Tithi Luadthong / Shutterstock

La Breakthrough Listen Initiative ha recentemente pubblicato il rapporto del sondaggio più completo mai realizzato sulle emissioni radio provenienti dal piano della Via Lattea e in particolare dalla regione attorno al buco nero al centro della nostra galassia (Sagittarius A*, o Sgr A*). Stando a Andrew Siemion, dell'Università della California a Berkeley, responsabile della Breakthrough, sono stati rilasciati quasi 2 petabyte (2 * 10^15 byte) di dati, che ora sono a disposizione per tutti coloro che desiderano analizzarli, nella speranza di individuare al loro interno eventuali segnali prodotti da civiltà intelligenti. Le emissioni radio raccolte coprono lo spettro che va tra 1 e 12 GHz (gigahertz) e provengono per lo più dal radiotelescopio Parkes, nel Nuovo Galles del Sud (Australia), che grazie alla sua posizione (nell'emisfero meridionale del Pianeta) si trova in una collocazione geografica ideale per scansionare l'intero disco e il centro della Galassia. Altri dati provengono dal radiotelescopio di Green Bank (Virginia, USA), che comprende la più grande parabola radio orientabile del mondo, e dal telescopio ottico Automated Planet Finder, costruito e gestito dall'università di Berkeley e situato presso l'osservatorio Lick, a San Jose, in California.

mondi extrasolari simili alla Terra
Alla ricerca di Terra 2: 12 esopianeti simili alla Terra. | . ESO/L.Calçada/wikimedia, CC BY-ND

La ricerca di ET diventa "scienza". Dalla prima pubblicazione dei dati di Breakthrough Listen, l'anno scorso, quando a giugno era stato diffuso 1 petabyte di dati, «abbiamo raddoppiato ciò che è disponibile a tutti», dichiara Matt Lebofsky, di Breakthrough, a cui si aggiunge Yuri Milner, fondatore della Breakthrough Prize Foundation: «La nostra speranza è che questi set di dati rivelino qualcosa di nuovo e interessante, sia che si tratti di un'altra vita intelligente nell'Universo o di un qualche fenomeno astronomico naturale non ancora scoperto. Avendo a disposizione un'enorme quantità di informazioni, possiamo fare "scienza vera" e, rendondo pubblici i dati, la può fare chiunque voglia cercare una risposta alla domanda sulle civiltà aliene intelligenti».

  

Il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) e il SETI Institute (Search for Extraterrestrial Intelligence) hanno annunciato un accordo di collaborazione tra i radiotelescopi del Breakthrough Listen e quelli utilizzati dal SETI - quest'ultimo svilupperà una speciale interfaccia per il VLA (Very Large Array telescope), per consentire un accesso senza precedenti al ricco flusso di dati continuamente prodotto dal radiotelescopio mentre scruta il cielo.

 

protostella
Spettacoli stellari: una protostella in faticosa formazione. | NASA, ESA, the Hubble Heritage Team - STScI/AURA, and IPHAS

«Mentre il VLA conduce le sue solite osservazioni scientifiche, questo nuovo sistema consentirà un ulteriore e importante utilizzo dei dati che stiamo già raccogliendo», ha dichiarato Tony Beasley, direttore dell'NRAO: «cercare di capire se siamo soli nell'Universo come vita tecnologicamente avanzata è tra le domande più avvincenti che possiamo porre alla scienza, e i telescopi hanno un ruolo importante in questa ricerca».

 

Da dove trasmette ET. Le osservazioni del disco galattico e, soprattutto, del centro galattico, sono una priorità per Breakthrough Listen, in quanto gli scienziati di quell'organizzazione ritengono che nel cuore della Galassia vi sia la maggiore probabilità di captare un segnale artificiale, ossia alieno, in quanto quella regione è molto ricca di stelle e, secondo alcuni, una civiltà tecnologicamente molto avanzata potrebbe aver posto un trasmettitore intergalattico proprio in quella regione, per essere alimentato dall'energia prodotta dal buco nero, Sagittarius A*. I centri galattici non sono regioni particolarmente favorevoli alla vita (buchi neri, troppa attività stellare, radiazioni intollerabili...) ma possono essere luoghi dove posizionare dei "fari" da cui lanciare messaggi o addirittura incontrarsi.

28 febbraio 2020 | Luigi Bignami