Scienza

Tutte le stelle del rock

La musica nata a metà del secolo scorso fa da colonna sonora a BergamoScienza, uno dei più ricchi appuntamenti italiani con la scienza e chi la fa.

Ci sono l'asteroide 1991 FM3, FreddieMercury per gli amici, un blues dedicato al bosone di Higgs (Higgs Boson Blues, di Nick Cave) e Keep talking, dei Pink Floyd, che inizia con la registrazione della voce metallica del fisico Stephen Hawking che parla di evoluzione umana.

Senza dimenticare una canzone dei Beatles, Across the universe, che sta davvero viaggiando attraverso l'universo: trasmessa via radio nel 2008 dall'antenna spagnola del Deep Space Network della Nasa per celebrare i 45 anni della rete di radiotelescopi puntati verso lo spazio profondo. Il segnale impiegherà 316 anni per arrivare a destinazione, alla Stella Polare, dopo un viaggio di 3 milioni di miliardi di km.

Non sono solo canzonette. La musica rock ha un legame tanto insospettabile quanto forte con la scienza dell'astronomia, come racconterà questo venerdì sera (6 ottobre) Ilaria Arosio, astrofisica all'Osservatorio di Brera di Milano, alla conferenza-spettacolo Tutte le stelle del rock in programma all'auditorium di Bergamo nell'ambito di BergamoScienza, il grande festival dedicato al mondo della scienza. Iniziato lo scorso 30 settembre, si concluderà con il concerto di Pat Metheny, il 14 ottobre.

Note nello Spazio. «Il rock è stato molto ispirato dall'astronomia, soprattutto negli anni '50 e '60, quando la corsa alla conquista dello spazio muoveva i primi passi», racconta l'astrofisica Arosio, che ha dedicato la sua tesi di laurea proprio al legame fra canzoni e stelle. Un tema affascinante, se si pensa che Space oddity, il singolo che David Bowie lanciò nel 1969, fu usato proprio quell'anno dalla Bbc come sottofondo musicale durante l'allunaggio della missione Apollo 11. Se i Police fossero nati a quell'epoca, forse la Bbc avrebbe preferito trasmettere la loro Walking on the moon (camminando sulla luna).

Le canzoni ispirate dall'astronomia sono tantissime, da Orion (dedicato alla nebulosa di Orione) dei Metallica fino a Light years (anni luce) dei Pearl Jam. Senza dimenticare che il virtuoso chitarrista dei Queen, Brian May, ha nel cassetto un titolo di dottore in astrofisica. Anche in Italia, comunque, ci difendiamo: oltre alla Luna bussò di Loredana Bertè, è Franco Battiato l'autore che più di ogni altro si è ispirato allo spazio mettendo in musica l'espansione dell'universo "Lo spazio cosmico si sta ingrandendo e le galassie si allontanano" (Segnali di vita, 1981).

5 ottobre 2017 Vito Tartamella
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