Batterio letale "evade" da laboratorio USA

Il microrganismo endemico del Sudest asiatico, che contamina acqua e suolo, è sfuggito a novembre da un laboratorio di biocontenimento della Louisiana, rimanendo confinato all'interno del campus. In base alle indagini compiute finora non ci sarebbero pericoli per l'uomo.

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Il batterio Burkholderia pseudomallei.|CDC/ Dr. Todd Parker, Audra Marsh

Un batterio potenzialmente mortale è sfuggito a novembre dal laboratorio di biocontenimento del Tulane National Primate Research Center, a una cinquantina di chilometri da New Orleans, in Louisiana. La notizia è stata data ieri dal quotidiano statunitense USA Today.

 

Identikit di un killer. Il batterio Burkholderia pseudomallei, endemico del Sudest asiatico e dell'Australia settentrionale, contamina uomo e animali attraverso il contatto diretto con acqua e suolo infetti, dove il microrganismo vive e si riproduce. Provoca la melioidosi, un'infezione polmonare, cutanea e genitourinaria, mortale fino al 50% dei casi. Il ceppo allo studio del laboratorio è stato isolato da un coltivatore di riso thailandese nel 1993: proprio le risaie, per la coesistenza di acqua e suolo, sono tra i primi luoghi di trasmissione di questo batterio.

 

Macachi. Nel laboratorio di Tulane si stava lavorando a un vaccino contro questo batterio, con esperimenti compiuti su roditori in un laboratorio con un livello di biosicurezza 3 (il secondo grado più alto di biocontenimento). La contaminazione sarebbe avvenuta su 4 macachi del campus dell'istituto di ricerca, non coinvolti negli esperimenti, accomunati dall'essere stati visitati, più o meno nello stesso arco di tempo, nel centro veterinario della struttura, a cinque minuti a piedi dal laboratorio.

No agli allarmismi. Anche un investigatore federale che ha visitato il laboratorio a gennaio sarebbe rimasto infetto. La falla nelle procedure di biocontenimento non è ancora stata localizzata, ma i test compiuti finora escluderebbero che il batterio possa aver contaminato acqua e suolo della struttura. Mentre le verifiche continuano, i tecnici fanno sapere che non ci sarebbe alcun pericolo per l'uomo e per la popolazione della zona.

 

 

02 Marzo 2015 | Elisabetta Intini