Scienza

Batteri Ogm "incatenati" al laboratorio

Una nuova tecnica di biocontenimento crea barriere invisibili che impediscono ai microrganismi geneticamente modificati di uscire dai recinti delle provette.

Tra i principali rischi dell'utilizzo di batteri geneticamente modificati c'è la possibilità che i germi escano dal laboratorio, contaminando l'ambiente esterno. Una nuova strategia di contenimento biologico descritta su Nature promette di disattivare la capacità di evasione dei microbi agendo direttamente al loro interno.

Dipendenti dall'uomo. Due equipe di biologi e genetisti americani hanno creato batteri dipendenti da un amminoacido (uno dei "mattoncini" essenziali per la costituzione di proteine) assente in natura. Finché l'amminoacido sintetico è inserito nella loro dieta, i batteri continuano a crescere in laboratorio. Ma quando l'ingrediente "extra" è sospeso, nessuno dei batteri testati è in grado di sopravvivere, come dimostra una serie di esperimenti che ha coinvolto oltre 100 miliardi di cellule in periodi di tempo lunghi fino a 20 giorni.

errore di lettura. La nuova tecnica ha avuto origine nel laboratorio di George Church, genetista dell'Harvard Medical School che due anni fa ha sintetizzato un ceppo di Escherichia coli geneticamente modificato: invece di riconoscere una particolare tripletta di basi nota come codone di stop ambra, che fa terminare la sintesi proteica, il nuovo batterio legge le stesse istruzioni come un comando a incorporare un nuovo tipo di amminoacido tra le sue proteine.

Del tutto isolati. Church e Farren Isaacs, biologo sintetico dell'Università di Yale (Connecticut) a capo dello studio, hanno fatto in modo che l'amminoacido in questione sia artificiale, cioè assente in natura. I microbi così ingegnerizzati non sono in grado di scambiare il proprio DNA con quello di batteri naturali, perché parlano un linguaggio biochimico diverso. Per lo stesso motivo, questi organismi sono anche più resistenti ai virus rispetto alle loro controparti naturali.

possibili applicazioni. La nuova tecnica potrebbe essere sfruttata nella produzione di nuovi farmaci o carburanti, per tenere separati i batteri dall'ambiente esterno. I microbi forniti di questo "cancelletto" naturale potrebbero anche essere utilizzati per un rilascio controllato in natura o nel corpo umano.

barriere invisibili. Una diversa strategia di sicurezza prevede di creare batteri in grado di crescere solamente in ambienti contenenti sostanze chimiche sintetiche in grado di attivarne l'espressione genica. Insomma il contenimento biologico sembra destinato ad essere sempre meno una questione di barriere fisiche.

27 gennaio 2015 Elisabetta Intini
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