Archeologia in Toscana: i Neanderthal e il fuoco

Nuovi reperti raccontano come i Neanderthal usavano il fuoco per trasformare bastoni di legno in strumenti e armi.

n31
In Toscana sono venuti alla luce reperti attribuiti ai Neanderthal che dimostrerebbero come questa popolazione utilizzasse il fuoco per "lavorare" oggetti.|PNAS

Un gruppo di ricercatori di diverse istituzioni italiane ha rinvenuto reperti che provano come uomini di Neanderthal (Homo neanderthalensis) di circa 171.000 anni fa utilizzavano il fuoco per "fabbricare" e modificare strumenti. Il lavoro è stato pubblicato su PNAS.

 

Il legno, come sottolineano e ricercatori, è un materiale che anche i Neanderthal utilizzavano per produrre strumenti e armi: è a portata di mano e può essere lavorato con una certa precisione e con semplicità. Nello studio vengono descritti dei bastoni lunghi circa un metro arrotondati a una estremità e affilati/appuntiti all'altra.

 

Neanderthal, Homo neanderthalensis, ominidi, Paleoloxodon antiquuus, elefanti, archeologia
Un bastone che appare lavorato con il fuoco. | PNAS

Questo fa pensare siano stati lavorati in primo luogo per scavare: con un simile oggetto è infatti possibile rivoltare la terra per fare emergere radici e tuberi, oltre che per cacciare animali che fanno la tana nel sottosuolo. Lo stesso bastone poteva inoltre essere usato come arma. Una serie di questi oggetti è stata rinvenuta a mell'area di Poggetti Vecchi (Grosseto, Toscana).

 

L'età del fuoco. La peculiarità della scoperta sta nel fatto che i bastoni vennero intagliati partendo da legno di bosso (Buxus sempervirens), un arbusto sempreverde molto compatto e ricco di rami, particolarmente duro. Per rendere più efficaci quegli strumenti, i Neanderthal carbonizzavano le punte, così da rendere più semplice la separazione della corteccia, difficile da togliere.

Poiché nel sito degli scavi sono stati rinvenuti diversi "bastoni" che presentano gli stessi segni di lavorazione, è lecito dedurre che tali operazioni erano intenzionali. La carbonizzazione avrebbe ammorbidito la corteccia, rendendo appunto più semplice la sua asportazione.

 

Neanderthal, Homo neanderthalensis, ominidi, Paleoloxodon antiquuus, elefanti, archeologia
Illustrazione: ricostruzione di un Paleoloxodon antiquuus, l'elefante dalle zanne dritte, vissuto nel Pleistocene, in un intervallo compreso tra 550.000 e 70.000 anni fa.

Su alcuni bastoni sono anche stati rilevati segni di taglio e striature prodotte con pietre: anche questi sono indizi che suggeriscono una lavorazione ad hoc per trasformare un pezzo di legno in uno strumento.

 

Tutto ciò avveniva nel Pleistocene medio e superiore, in un intervallo di tempo durante il quale il territorio era dominato dai Neanderthal. Si tratta in effetti di uno dei più antichi indizi di uso "consapevole" del fuoco per lavorare strumenti. Nella stessa area degli scavi sono venuti alla luce anche altri reperti dello stesso periodo: tra i più interessanti, le zanne di un elefante della specie Paleoloxodon antiquuus.

08 Febbraio 2018 | Luigi Bignami