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Antico sistema di fiumi sotto le sabbie del Sahara

I radar rivelano le "cicatrici" lasciate, nel suolo sahariano, da un vasto corso d'acqua che fino a 5 mila anni fa bagnava la regione della Mauritania, alimentando un ricco ecosistema.

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Dune di sabbia e conchiglie: la costa atlantica del Sahara. | LAIF/contrasto

Invisibile e sepolto dalle dune: i radar di una rete di satelliti giapponesi per l'osservazione terrestre hanno rilevato le tracce di un antico sistema di fiumi sotto le sabbie del Sahara occidentale, nella regione della Mauritania.

 

Il letto ramificato del corso d'acqua, che doveva scorrere in superficie fino a 5 mila anni fa, si estende per circa 500 km dall'entroterra in direzione della costa atlantica. Si pensa faccia parte del fiume Tamanrasett, che un tempo aveva origine dai monti dell'Atlante e dalle colline di Hoggar, nell'attuale Algeria.

 

Il paleo-fiume identificato dai radar. | Philippe Paillou

Ecosistema. Secondo il team francese che ha guidato la ricerca, pubblicata su Nature Communications, il fiume portava verso il mare acqua e importanti nutrienti durante i periodi umidi che ciclicamente hanno interessato la zona negli ultimi 245 mila anni. Fino a 5 mila anni fa era una fonte d'acqua essenziale per le popolazioni sahariane e - se non si fosse prosciugato - sarebbe oggi il 12esimo fiume più vasto al mondo.

 

Corrispondenza. Le immagini satellitari mostrano, inoltre, che le tracce del paleo-fiume si allineano quasi perfettamente con un imponente canyon sottomarino mappato per la prima volta nel 2003, il Cap Timiris Canyon, ampio 2,5 km e, in alcuni tratti, profondo anche un chilometro.

 

Il corso del fiume Tamanrasett evidenziato in grigio nella mappa. In blu scuro, sulla sinistra in corrispondenza del fiume, la localizzazione del canyon Cap Timiris. | Nature Communications

Tracce sospette. I sedimenti prelevati dal canyon in passate spedizioni oceanografiche avevano rilevato la presenza di materiali di origine fluviale. Come se un corso d'acqua avesse prima scavato il canyon nella piattaforma continentale, per poi deporvi i suoi sedimenti.

 

Doppia faccia. Le rilevazioni da satellite hanno confermato questa ipotesi. Fino a poche migliaia di anni fa, il fiume depositava preziosi sedimenti sul canyon sottomarino, alimentando un complesso ecosistema di microrganismi. Ma il suo impatto poteva anche essere devastante: occasionalmente, le sue piene dovevano lasciare turbolente correnti e sedimenti sul Cap Timiris - un po' come avviene ancora oggi per alcuni fiumi lungo la costa di Taiwan, che rilasciano piene talmente potenti da distruggere i cavi di comunicazione sottomarini.

 

11 novembre 2015 | Elisabetta Intini