Antartide, foto d'epoca per preservare i ghiacci

Digitalizzati i vecchi negativi di foto aeree del continente: confrontandoli con le immagini satellitari, si studia l'evoluzione dei ghiacciai nel tempo.

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Il Moider Glacier, in Antartide, nel 1957. | BAS/USGS

La Penisola Antartica - la lingua più settentrionale del continente antartico, che si estende di fronte alle coste del Sudamerica - è uno dei territori più drammaticamente modificati dal global warming. I satelliti possono fotografare la situazione attuale del territorio, e quella degli ultimi decenni. Ma migliaia di foto d'archivio risalenti agli anni '40-'50 del '900 potrebbero aiutare a capire quanto l'estensione dei ghiacci si sia modificata nella Storia recente.

 

di nuovo utili. Scienziati della British Antarctic Survey (BAS), e delle Università di Newcastle e Gloucestershire (Inghilterra) sono riusciti a digitalizzare e rendere finalmente fruibili vecchi negativi e stampe fotografiche della Penisola Antartica, appartenenti alla British Antarctic Survey e alla US Geological Survey.

 

Confrontando queste foto con quelle successive dei satelliti è possibile estrarre dati 3D - e capire, per esempio, se il volume o la massa degli oltre 400 ghiacciai della regione siano cambiati nel tempo, o studiare strategie per limitare restringimenti futuri.

 

Il Moider Glacier dal 1957 al 2013: il rosso indica perdita di ghiacci, il verde accumulo. | BAS/USGS

caccia al tesoro. Comparando le vecchie immagini con i dati ottici dei più moderni satelliti, e con le riprese aree di velivoli dotati di gps, i ricercatori stanno provando a identificare i punti di riferimento geografici delle foto d'epoca (come le cime delle montagne, che non mutano nel tempo) per rendere più preciso il confronto. La ricerca ha evidenziato un dato apparentemente curioso: mentre il fronte di molti ghiacciai è andato ritirandosi con il tempo, la sommità di altri ha subito un ispessimento.

 

Esploratori coraggiosi. «La crescita dei ghiacci non è abbastanza per combattere la perdita di massa, ma dimostra che è possibile una duplice reazione nel tempo» commenta Pauline Miller, tra gli autori dello studio. Oltre a quello scientifico, le foto hanno anche un importante valore storico. Chi le scattò dovette affrontare infatti spedizioni ad alto rischio, in territori poco conosciuti e con strumentazioni molto più rudimentali di quelle oggi disponibili.

 

Il Bolton Glacier, un altro dei ghiacciai antartici studiati. | BAS/USGS

Cambio di approccio. «Negli anni '40 l'obiettivo era semplicemente sorvolare l'area e vedere che cosa si trovava - chiarisce Miller - negli anni '50 il lavoro è divenuto più sistematico, ci si muoveva per realizzare mappe topografiche». Senza il coraggio di questi pionieri dell'esplorazione aerea, non avremmo alcun documento storico dell'Antartide di allora.

 

26 dicembre 2014 | Elisabetta Intini