Scienze

Alcuni dinosauri non ruggivano. Tubavano

Oltre alle piume, ad accomunare i rettili preistorici con gli uccelli moderni c'erano anche i versi: le vocalizzazioni a denti stretti erano più comuni tra i lucertoloni di quanto si credesse.

Non c'è colossal preistorico che non preveda, a un certo punto, il possente ruggito di un dinosauro. Ma secondo uno studio pubblicato su Evolution, alcuni dinosauri non sempre ruggivano: tubavano a fauci strette, con un suono più simile al cupo mormorio di un colombo che al verso di un leone.

borbottio. Negli uccelli, i vocalizzi a becco chiuso sono emessi spingendo aria in una sacca esofagea anziché esalandola all'esterno; più sommessi e cupi degli altri versi, sono prodotti soprattutto in fase di accoppiamento e per la difesa del territorio. E sono tipici dei pennuti di grossa taglia (per una questione di pressione polmonare necessaria a spingere l'aria).

Favoriti più volte. Un gruppo di ricercatori statunitensi coordinati dall'Università del Texas ha voluto studiare l'evoluzione di questi vocalizzi negli uccelli e nei rettili, analizzandone la distribuzione con metodi statistici. Sulle 208 specie di uccelli studiate, ne sono state identificate 52 che tubano a becco chiuso; si è anche scoperto che questi versi si evolsero almeno 16 volte negli arcosauri, un gruppo di animali comprendenti coccodrilli, uccelli e dinosauri.

Ipotesi credibile. Poiché il verso del tubare è ancora diffuso presso uccelli e coccodrilli, è ragionevole pensare che anche gli altri arcosauri, i dinosauri (che per di più raggiungevano taglie considerevoli) potessero ricorrere a questi vocalizzi, magari in fase di corteggiamento. Purtroppo però non ci sono evidenze fossili che possano confermare questa supposizione.

17 luglio 2016 Elisabetta Intini
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