Focus

1000 secondi di antimateria

Gli scienziati hanno intrappolato degli atomi di anti-idrogeno per oltre 16 minuti. Un risultato straordinario... ma a cosa serve?

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Uno dei grandi magneti dell'LHC di Ginevra (© foto MARTIAL TREZZINI/epa/Corbis) |

Nonostante gli intoppi dell’avvio, l’LHC, il grande acceleratore di particelle del CERN, continua a dare grandi soddisfazioni ai suoi ideatori. Dopo aver permesso agli scienziati di intrappolare e immobilzzare 38 atomi di anti-idrogeno per una frazione di secondo lo scorso novembre, qualche giorno fa ha raggiunto un altro importante traguardo scientifico.
I ricercatori di Ginevra sono infatti riusciti a ingabbiare 309 atomo di anti-idrogeno e mantenerli stabili per circa 1000 secondi, cioè più di 16 minuti, un tempo 5000 volte superiore a quello ottenuto solo pochi mesi fa. «È un tempo abbastanza lungo per poter cominciare a studiarle», ha osservato Jeffrey Hangst, dell'università danese di Aarhus, che ha guidato la ricerca.

Uno studio... algido
Per raggiungere questo straordinario traguardo gli scienziati hanno bloccato gli anti-atomi in una trappola elettromagnetica creata dai supermagneti dell’ LHC e li hanno raffreddati alla temperatura record di -273,15°, cioè solo 0,5°C sopra lo zero assoluto.
Ma perchè questi studi sull’antimateria sono così importanti? Gli scienziati, attraverso queste ricerche, vogliono scoprire cosa è accaduto immediatamente dopo il Big Bang, quando si sono formate quantità enormi e uguali di materia e antimateria.
Come mai la materia ha avuto il sopravvento formando l’universo conosciuto mentre l’antimateria, è praticamente scomparsa e in natura se ne osservano solo alcune tracce, per esempio nei temporali?

 

20 giugno 2011 | Franco Severo