Fotografiamo le nuvole e aiutiamo la Nasa a studiare il clima

Una app gratuita della Nasa ci fa diventare tutti un po' scienziati e ci permette di contribuire allo studio del clima che cambia. Come? Fotografando il cielo e le nuvole!

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Fotografa le nubi per aiutare la NASA a studiare e combattere i cambiamenti climatici.|Wikimedia Commons

La Nasa chiede aiuto agli appassionati di scienza di tutto il mondo per combattere insieme i cambiamenti climatici. 

Bastano uno smartphone e una app per diventare parte attiva di CERES - Clouds and the Earth's Radiant Energy System - un progetto che studia l’impatto delle formazioni nuvolose sul clima del nostro pianeta. 

Gli esperti dell’ ente spaziale a stelle e strisce utilizzano già da diverso tempo le immagini delle nubi riprese da sei satelliti in orbita attorno al nostro pianeta per determinare il loro impatto sull’evoluzione del clima.

Il problema è che in certi casi le fotografie satellitari non permettono di distinguere con precisione le nuvole: per esempio i cirri (le nubi sottili e filamentose) possono essere facilmente confusi con la neve depositata a terra, visto che il colore è simile, la temperatura pure e gli strumenti potrebbero faticare a distinguerli con precisione. Se poi si tratta di nuvole che si trovano in corrispondenza di montagne innevate, tutto si complica ulteriormente.

 

La app del progetto CERES permette anche di scoprire tutti i segreti delle nuvole.

Mettiamo ordine tra le nubi. Per aiutare i ricercatori a mettere un po’ di ordine è nata l'idea di Globe Observer, una app, disponibile gratuitamente per iOS e Android, pensata per scattare foto alle nuvole. Le immagini verranno automaticamente inviate ai server della Nasa insieme alle coordinate geografiche e all’ora in cui sono state realizzate. Se questi dati coincidono con quelli delle immagini scattate dai satelliti, gli scienziati potranno effettuare dei confronti e distinguere chiaramente le nuvole dalla neve e da altri elementi di disturbo.

Per essere sicuri di inviare foto davvero utili è meglio controllare

i passaggi previsti dei satelliti sopra la propria zona: basta inserire i riferimenti della località interessata in questa pagina.

 

 

Per questa prima "sessione", particolarmente significativa perché è appena iniziata la primavera e le nuvole stanno cambiando aspetto, si possono inviare 10 immagini al giorno, fino al prossimo 15 aprile: se le foto alla saranno effettivamente utilizzate, i ricercatori invieranno all’autore le foto satellitari con le quali sono state confrontate.

26 Marzo 2018 | Rebecca Mantovani