Scienze

Così Piero Angela ci ha insegnato a cercare il perché delle cose

Piero Angela sognava di laurearsi in ingegneria o di diventare un pianista. Alla fine non fece nessuna delle due cose ma diventò il re dei divulgatori scientifici. Ecco i suoi esordi e lo speciale legame con Focus.

13 agosto 2022: Piero Angela, il re dei divulgatori scientifici, muore all'età di 93 anni. Il suo nome è diventato sinonimo di "divulgazione scientifica" ed è entrato nelle case di tutti gli italiani grazie a Quark, la tramissione televisiva che aveva inventato nel 1981 e che era diventata il suo marchio di fabbrica. Focus, ai suoi esordi, ebbe l'onore di averlo nel suo comitato scientifico e negli anni lo ha sempre guardato come a una guida, volendolo anche, nel 2018, come padrino della prima edizione di Focus Live, il nostro festival della scienza. Ecco il ritratto dell'uomo che ha cambiato il modo di parlare di scienza e che amava definirsi "reporter della scienza".

GLI ESORDI. Piero Angela era nato a Torino nel dicembre del 1928. Avrebbe voluto laurearsi in ingegneria ma diede solo pochi esami (le lauree le ha avute honoris causa, per la sua attività di divulgatore), o diventare pianista. Invece nel 1952 partecipò a un concorso per entrare alla radio, e cominciò a lavorare in cronaca, a Torino. Nel 1955 fu mandato a Parigi, per la televisione.

Nel 1968, conduttore al telegiornale, cominciò a occuparsi di scienza, seguendo le missioni Apollo. «Era la fine degli anni Sessanta, e io leggevo il Tg delle 13, insieme con Andrea Barbato. Facevamo i turni: quindici giorni in video, e quindici giorni in giro a preparare servizi. Così, per un puro gioco del calendario, mi sono toccate le missioni dell'Apollo, compresa la numero 11, che portò il primo uomo sulla Luna», ci raccontò un una vecchia intervista. «Mi ci appassionai, ma non nel modo che la gente può credere. La parte tecnologica non era granché interessante: intellettualmente non mi stimolava. Certo, il razzo Saturno era una cosa straordinaria, ma era pur sempre una macchina, migliore delle precedenti come una Ferrari di oggi è meglio di una Ford modello T».

«Invece», specificò, «mi affascinò la ricerca che c'era dietro. Gli studi di biologia e di esobiologia della Nasa, per capire come poteva essersi evoluta la vita altrove, o per arrivare alla disinfestazione dei razzi in modo da non esportare i nostri microbi. Poi lo sviluppo della microelettronica, perché nello spazio il problema del peso è primario, e dunque bisognava miniaturizzare tutto... E l'organizzazione: per lanciare un'astronave come quella ci voleva il lavoro di 600.000 persone, tutte specialiste nel loro campo».

Quark, il suo gioiello. Il suo debutto come divulgatore avvene nel 1969, con Il futuro nello spazio, proprio sul tema delle missioni Apollo. Ma è del 1981 l'esordio in televisione di Quark, il suo marchio di garanzia che divenne da subito uno fra i più prestigosi programmi della nostra televisione, che hanno fruttato ad Angela e alla sua équipe riconoscimenti di pubblico e di critica davvero a non finire.

Nel 1989 fu anche tra i fondatori del CICAP, associazione per il controllo sulle pseudoscienze, che aveva l'obiettivo di promuovere l'educazione scientifica e lo spirito critico, ma anche di indagare sull'effettiva esistenza dei presunti fenomeni paranormali. Da molti anni Piero Angela collaborava intensamente con il figlio Alberto, che oggi raccoglie il suo straordinario testimone.

13 agosto 2022 Focus.it
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