Acari e zecche

Costituiscono diverse sottoclassi di aracnidi, sono ematofagi di molti animali, uomo compreso, sono portatori di malattie infettive. E sono dappertutto.

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Ne siamo circondati eppure così non l’avevamo mai vista. Questa è la polvere di casa nostra osservata al microscopio elettronico. Capelli, pollini e residui di pelle morta: il classico “pranzetto” degli acari (Dermatophagoides pteronyssinus) che colonizzano gli angoli più nascosti delle nostre case.
Secondo gli scienziati questi invisibili animaletti hanno molto in comune con i ragni. Appartengono infatti alla stessa famiglia, quella degli aracnidi. Afferrano il cibo con due specie di chele - che si chiamano cheliceri - e la maggior parte di loro ha 8 zampe proprio come i ragni.
Ma c’è una cosa che li distingue dai loro “cugini” ragni: gli acari non fanno paura e nessuno è affetto da “acarofobia”! Molte persone però soffrono di allergia e non sono poche. Secondo un recente sondaggio il 50% degli italiani dichiara di aver avuto almeno una volta sintomi allergici. E tra i principali responsabili ci sono proprio i minuscoli mangiatori di polvere a 8 zampe.

[E. I.]

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Ghiotti di formaggio, per tradizione, sono i topi: in questa immagine al microscopio con la faccia letteralmente ficcata nel bocconcino è però un acaro. Si tratta del cosiddetto acaro del formaggio (Tyrophagus casei), che si sviluppa nel formaggio accelerandone la fermentazione con la diffusione di muffe. Ma non è sempre un dramma: gli stagionatori di prodotti caseari sono infatti riusciti a sfruttare a vantaggio proprio (e del consumatore) l'azione di questi parassiti. Scavando buche e gallerie nella crosta fa in modo che la pasta del formaggio riceva una maggiore aerazione ed evolva in modo rapido, assumendo un sapore intenso e speziato che ha i suoi estimatori.

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Di lui ormai sappiamo tutto. L'acaro della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) infatti è il nemico numero uno, specie per chi soffre di allergie. Ecco quindi qualche suggerimento per non farsi "mettere i piedi in testa" da questi esserini di appena 30 micron di peso.
Innanzitutto la loro stanza preferita è la camera da letto: è necessario quindi lavare lenzuola, federe e cuscini almeno una volta la settimana (dopo di che ritornano alla carica).
Niente animali domestici, poi, che ne determinano un certo aumento. Meglio anche non esagerare con la temperatura: tra i 16 e i 23 °C la loro vita è nettamente ridotta (da 123 a 34 giorni). Inoltre le femmine depongono 2.5 uova al giorno a 23 °C, 3.3 uova a 35 °C. Per questo l'uso regolare del condizionatore pare ne riduca notevolmente la presenza.

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È grande come la punta di una matita, ma non teme il confronto con le sue prede, insetti più grandi di lui (o le loro uova di cui si nutre): è l'acaro rosso (Trombidium sp.) che vive negli strati superiori del suolo e spopola specialmente in zone molto aride. La sua particolarità è il corpo completamente rosso e vellutato, reso tale dalla fitta coltre di peluria che lo ricopre interamente e che gli è valsa il soprannome di acaro di velluto. Nella medicina tradizionale orientale è stato a lungo usato per combattere l'infertilità maschile, perpetuando una tradizione senza alcun fondamento scientifico.
Focus.it, con un divertente multimedia, ha sfatato anche il mito degli afrodisiaci la cui fama non equivale quasi mai a una reale validità.

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Un acaro si accanisce con ferocia su una indifesa larva di zanzara...


(© Photo: Nicole Ottawa/FEI)

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Un esercito di acari: è questa il messaggio che trasmette questa micrografia composta di centinaia di acari (Dermatophagoides sp.), i parassiti che invadono quotidianamente le case in cui viviamo. Gli acari, non più grandi di 30 micron, si nascondono e si moltiplicano tra la polvere dei materassi, dei divani e dei tappeti, nutrendosi delle cellule morte di materiali organici che inevitabilmente sono presenti in casa. Se ne possono annidare a milioni e le loro feci sono tra i principali responsabili di alcune allergie che si riscontrano negli esseri umani, come asma, riniti o dermatiti.
Come difendersi? Non c'è aspirapolvere che funzioni. L'unica arma è aerare i locali di casa: in questo modo si altera infatti l'habitat degli ospiti indesiderati che muoiono in breve tempo.

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Un "cucciolo" di zecca: la puntura di  questi piccoli ematofagi, le cui dimensioni vanno da un paio di millimetri fino a un centimetro, possono essere veicolo di patologie pericolose anche per l'uomo.
Parenti strette degli acari, sono attive soprattutto d'estate: in caso di puntura è sempre bene consultare un medico.


(© Photo: Janna Collier/FEI)

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La malattia di Lyme è una grave infezione batterica trasmessa dalle zecche, specialmente del genere Ixodes, il più diffuso in ambiente alpino, e si manifesta con eritemi, cefalee e dolori muscolari. Il nome della patologia deriva dall'omonima cittadina americana dove fu descritto il primo caso nel 1975.
Nella foto al microscopio, una zecca dei boschi (Ixodes ricinus), particolarmente diffusa in Europa e gonfia per il sangue appena succhiato alla sua vittima. Nonostante l'importanza delle zecche quali vettori di importanti patogeni, la conoscenza della biologia di questi organismi è meno avanzata rispetto a quella di altri artropodi vettori, come per esempio le zanzare.

Ne siamo circondati eppure così non l’avevamo mai vista. Questa è la polvere di casa nostra osservata al microscopio elettronico. Capelli, pollini e residui di pelle morta: il classico “pranzetto” degli acari (Dermatophagoides pteronyssinus) che colonizzano gli angoli più nascosti delle nostre case.
Secondo gli scienziati questi invisibili animaletti hanno molto in comune con i ragni. Appartengono infatti alla stessa famiglia, quella degli aracnidi. Afferrano il cibo con due specie di chele - che si chiamano cheliceri - e la maggior parte di loro ha 8 zampe proprio come i ragni.
Ma c’è una cosa che li distingue dai loro “cugini” ragni: gli acari non fanno paura e nessuno è affetto da “acarofobia”! Molte persone però soffrono di allergia e non sono poche. Secondo un recente sondaggio il 50% degli italiani dichiara di aver avuto almeno una volta sintomi allergici. E tra i principali responsabili ci sono proprio i minuscoli mangiatori di polvere a 8 zampe.

[E. I.]