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Lo scioglimento dei ghiacci restituisce il corpo conservato di un orso vissuto più di 20mila anni fa

Tra i ghiacci sciolti dell'Artico, i ricercatori hanno rinvenuto la carcassa intera, completa di tessuti molli, di un orso delle caverne pietrificato, perfettamente preservato dal gelo.

Dentatura orso speleo
L'orso è stato ritrovato in perfetto stato di conservazione, come se si fosse addormentato appena qualche anno fa. | Dall'archivio di NEFU RIAEN

Alcuni ricercatori della North-Eastern Federal University (NEFU) di Yakutsk, in Russia, hanno ritrovato tra il permafrost fuso delle isole di Ljachov (appartenenti alla repubblica autonoma della Sacha-Jacuzia, tra il Mar Glaciale Artico e il Mar della Siberia Orientale) un esemplare di orso speleo (Ursus spelaeus), o orso delle caverne, perfettamente conservato dopo migliaia di anni. «È una scoperta unica nel suo genere», ha affermato in un comunicato stampa Lena Grigorieva, ricercatrice della NEFU. «Fino ad ora nessuno aveva mai ritrovato una carcassa intera, completa di tessuti molli, di un esemplare di questa specie».

Il più grande di sempre. Questi orsi, che potevano arrivare a pesare una tonnellata (oltre 220 chili in più degli orsi più grandi attualmente viventi), vissero durante l'ultima Era Glaciale e si estinsero 15.000 anni fa. Secondo le stime degli esperti, l'esemplare ritrovato sarebbe vissuto tra i 22.000 e i 39.500 anni fa, ma solo una datazione al carbonio potrà fornire risultati più precisi. L'orso, scoperto da un gruppo di pastori di renne, avrebbe camminato sulla Terra insieme a mammut, tigri dai denti a sciabola e megateri (o bradipi terricoli giganti).

Tesori sepolti. Questo eccezionale ritrovamento è stato facilitato dalla fusione del permafrost, una dei tanti effetti prodotti dal riscaldamento globale: la coltre di ghiaccio che ricopre la Siberia si sta sciogliendo, rivelando diversi resti di animali ormai estinti, vissuti migliaia di anni fa. Le isole di Ljachov, in particolare, sono state nel tempo teatro di diversi ritrovamenti: nel 2019 i ricercatori hanno ritrovato la testa perfettamente conservata di un lupo vissuto durante il Pleistocene, 40.000 anni fa; nel 2015, due cuccioli di leone delle caverne hanno rivisto la luce dopo essere stati sepolti per 12.000 anni sotto i ghiacci.

 

1 ottobre 2020 | Chiara Guzzonato