10 cose che (forse) non sai sui peti

Di volta in volta simbolo di potenza virile o di grande maleducazione, ora osannato, ora esecrato, il peto, detto anche meteorismo, flatulenza, scoreggia, flatus, venticello, puzzetta o renza, è... inevitabile! Li fanno tutti, anche chi nega. Perché la colpa delle flatulenze non è nostra.

Dove nascono? L'80-90% dei gas che provoca gonfiori e flatulenze si forma nel colon. Il resto è aria ingerita fumando, masticando chewing gum, mangiando in fretta e bevendo bibite frizzanti.
I responsabili. Era già noto ai tempi di Ippocrate che tutti siamo costretti a liberarci - più volte al giorno - dell'aria che si forma nell'intestino. Responsabili di questa produzione sono i batteri. Nel colon ce ne sono miliardi e sono molto utili: presidiano il territorio e impediscono ad altri - più dannosi - di prenderne il posto. Si nutrono di ogni resto non digerito e producono nutrienti importanti, come per esempio le vitamine K e B12. E contribuiscono alla formazione delle feci.

Come sono fatti? I gas intestinali sono soprattutto 5 e sono inodori. Ma allora da dove arriva la puzza?
L'odore, o meglio il cattivo odore, ha origine da piccolissime quantità di solfuro di idrogeno (H2S), ammoniaca e altre sostanze prodotte da particolari ceppi batterici.

Quante ne facciamo? In media ogni individuo produce da 400 a 1.200 centimetri cubici di gas al giorno... pari a quasi 5 bicchieri... che corrispondono a 12-13 "emissioni".

I record delle puzzette. Un peto viene liberato alla velocità media di 11 km/h.

Calde. Le flatulenze hanno una temperatura media di circa 37 °C.

Attenzione gas infiammabile. Come i più goliardici sanno, le flatulenze possono essere infiammabili, soprattutto quando contengono grandi quantità di metano e idrogeno. Se questo per alcuni può essere un gioco, per altri è un problema. Per esempio i chirurghi, quando devono cauterizzare le ferite all'intestino durante gli interventi all'addome.
Su Youtube esistono centinaia di utenti che sperimentano questa "incandescente" proprietà delle scoregge. Lo avete fatto anche voi? Bene, NON inviateci i vostri video.

Rumori molesti. L'aria ingerita (composta soprattutto da ossigeno, azoto e CO2) si aggrega in bolle grandi che - scoppiando - producono peti solitamente rumorosi, ma inodori.
I batteri intestinali, invece, producono bolle d'aria molto più piccole, con una composizione di gas pungenti puzzolenti. Il risultato è che quando le bolle di questi gas escono dal corpo fanno meno rumore, ma "appestano" la stanza.

La top 10 degli scoreggioni. Una mucca produce da 300 mila a 600 mila cm3 (600 litri) di gas al giorno. Un elefante può arrivare a 1 milione di cm3 (1.000 litri), ma in media ha una produzione molto inferiore.
Le flatulenze di alcuni animali possono persino essere pericolose per il pianeta: una pecora emette 25 litri di metano al giorno di solo metano; una mucca arriva a 280 litri. Il metano è un gas serra più dannoso della CO2 e bovini e ovini sono responsabili della produzione di circa il 25% del metano presente nell'atmosfera. Ma anche le termiti non scherzano: si calcola che emettano il 3,5% del metano presente in atmosfera.
Leggi anche: i pesci emettono flatulenze?

Non solo fagioli. Alcuni cibi hanno la caratteristica di "parlare alle vostre spalle" perché contengono una quantità maggiore di carboidrati indigeribili.
Più la dieta è ricca di alimenti che contengono zolfo (come fagioli, cavoli, formaggi e uova), più le flatulenze saranno sgradevoli.
Altre volte la maggior frequenza di scoregge è dovuta a intolleranze alimentari. Se per esempio dopo aver bevuto latte o mangiato gelati vi accorgete di fare più peti, è probabile che il vostro stomaco manchi di lattasi, enzima che digerisce lo zucchero contenuto nei latticini. Senza lattasi, il lattosio arriva indigerito all'intestino crasso, dove viene assalito dai batteri affamati, felici di digerirlo.
Anche una dieta ricca di fibre fa aumentare le flatulenze. Ma ha anche vantaggi importanti: le fibre alimentari aiutano a tenere sotto controllo colesterolo, prevengono la stitichezza e riducono il rischio di tumore al colon.

Non sono mortali... Non si soffoca in una stanza piena di peti.

... ma i morti "scoreggiano". I batteri intestinali non muoiono subito e continuano a produrre gas.
Le flatulenze si possono cercare di ridurre con altri metodi, meno drastici. Gli infusi di semi detti carminativi, cioè capaci di espellere il gas dal tratto intestinale, come finocchio, camomilla, anice e coriandolo sono efficaci. Il carbone vegetale è un altro rimedio. Utile è anche lo yogurt a base di Acidophilus. E infine i farmaci, come il simeticone, che frantuma in bollicine le bolle d'aria più grandi e odorose.

Dove nascono? L'80-90% dei gas che provoca gonfiori e flatulenze si forma nel colon. Il resto è aria ingerita fumando, masticando chewing gum, mangiando in fretta e bevendo bibite frizzanti.
I responsabili. Era già noto ai tempi di Ippocrate che tutti siamo costretti a liberarci - più volte al giorno - dell'aria che si forma nell'intestino. Responsabili di questa produzione sono i batteri. Nel colon ce ne sono miliardi e sono molto utili: presidiano il territorio e impediscono ad altri - più dannosi - di prenderne il posto. Si nutrono di ogni resto non digerito e producono nutrienti importanti, come per esempio le vitamine K e B12. E contribuiscono alla formazione delle feci.