Zika: ora si scopre che l'epidemia di qualche anno fa passò anche per Cuba

L'epidemia di Zika non si è fermata in Sud America e nei Caraibi: alcune analisi svelano che Cuba ha vissuto un'epidemia silente nel 2017.

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|Science Photo Library

Ricordate Zika, il virus trasmesso da zanzare del genere Aedes? Il 2015 e 2016 sono ricordati come gli anni dell'epidemia in America latina e Caraibi. Ora si scopre, grazie a uno studio appena pubblicato dalla rivista Cell, che il 2017 fu l'anno dell'epidemia invisibile a Cuba.

 

Il virus passa spesso inosservato, questo sia perché i sintomi dell'infezione sono sovrapponibili a quelli di altre due malattie infettive (dengue e chikungunya), sia perché può provocare infezioni i cui sintomi sono difficilmente riconoscibili. Oggi sappiamo che Zika circolava in America latina già un anno e mezzo prima di essere individuato ufficialmente in Brasile.

 

Via vai. Nonostante la gravità e gli oltre 800 mila casi di infezione, l'epidemia in America latina sembrava essersi esaurita alla fine del 2016. Ma la presenza di viaggiatori infetti rientrati negli Stati Uniti e in Europa ha indotto Kristian G. Andersen
 dello Scripps Research Institute, La Jolla, in California, a indagare il fenomeno.

 

Coordinando il lavoro di oltre 22 centri di ricerca, Andersen ha prima esaminato campioni di sangue ottenuti dai pazienti infetti e poi ha sequenziato il genoma del virus ricavato da nove individui. I risultati sono stati sorprendenti: nel 2017, anno in cui Cuba ha goduto di un picco positivo nel turismo con quasi 5 milioni di visitatori, l'isola ha vissuto in parallelo una vera e propria epidemia di Zika, con 5.707 casi di cui le autorità sanitarie non hanno riferito.

 

Cosa non ha funzionato? Stando ad altre analisi, il virus sarebbe arrivato a Cuba in momenti diversi, proveniente da isole caraibiche differenti, e il picco dell'infezione si sarebbe verificato appena 11-13 mesi dopo il suo arrivo.

 

Come mai i sistemi di sorveglianza non hanno funzionato, a Cuba? Una possibile spiegazione è data dalla massiccia campagna di controllo sulla zanzara vettore effettuata dalle autorità sanitarie cubane quando ancora imperversava l'epidemia in Sud America: ciò potrebbe aver limitato, per lo meno all'inizio, l'insediamento e la trasmissione virale nell'isola caraibica.

 

Quando, successivamente, in Brasile la situazione si è normalizzata, il controllo sulla zanzara si sarebbe attenuato e il virus avrebbe avuto via libera.

 

 

12 Settembre 2019 | Letizia Allevi