World Polio Day: eradicati due ceppi di virus su tre, ma la lotta non è finita

Nella Giornata Mondiale della Polio, il World Polio Day, l'annuncio di un passo importante verso l'eradicazione definitiva: grazie ai vaccini sono stati debellati due dei tre ceppi dell'infezione. Ma per puntare alla sconfitta totale della poliomielite restano da risolvere alcuni importanti problemi.

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Bambini pakistani mostrano l'inchiostro sul dito, segno dell'avvenuta vaccinazione contro la poliomielite. Vedi anche: come sarebbe il mondo senza Salk e il vaccino antipolio. | Shutterstock

Nella partita letale contro la poliomielite abbiamo messo a segno un altro punto importante: nel World Polio Day, la giornata per non dimenticare l'obiettivo di porre fine alla polio, che si celebra ogni anno il 24 ottobre, arriva la notizia dell'eradicazione globale del poliovirus selvaggio di tipo 3. L'annuncio cade quattro anni dopo quello della sconfitta del ceppo di tipo 2, e lascia scoperta, cioè ancora libera di infettare, un'ultima "stirpe" di poliovirus hominis: quella di tipo 1, la cui diffusione è attualmente circoscritta nell'area di Pakistan e Afghanistan.

 

Traguardo in vista, ma... Un'ottima notizia, da leggere però senza eccessivi entusiasmi poiché siamo ancora lontani dall'obiettivo di eradicazione globale della polio inizialmente fissato per il 2000. L'orizzonte utile si è ora spostato al 2023, il che vuol dire assistere all'ultimo caso di polio al mondo al massimo entro il prossimo anno (servono tre anni senza casi per certificare ufficialmente l'eradicazione).

 

È un obiettivo forse ancora troppo ambizioso: nel 2019 ci sono stati finora 88 casi, dopo i soli 33 del 2018.

 

All'inizio dell'anno, i talebani hanno impedito le campagne vaccinali nelle zone dell'Afghanistan sotto il loro controllo; di recente le hanno riammesse, ma solo negli ospedali (e non nelle moschee o porta a porta). In alcune zone tribali del Pakistan, gli operatori sanitari che somministrano i vaccini rischiano la vita perché osteggiati da leader integralisti locali, che ritengono i vaccini veicoli di diffusione dell'AIDS, strumenti per rendere sterili le giovani musulmane o azioni di copertura per programmi di sorveglianza politica.

 

Virus mutante. Esiste poi, e non solo nei due Paesi citati, un problema di natura medica noto dagli anni 2000 e legato a una delle due forme di vaccino disponibile. Contro la polio, come spiega il sito di epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, esistono due tipi di vaccini diversi: quello "inattivato" di Salk (IPV), da somministrare con iniezione intramuscolo, e quello "vivo attenuato" di Sabin (OPV), da somministrare per via orale.

 

Grazie ai vaccini, l'intero continente africano potrebbe assistere all'eradicazione dei poliovirus selvaggi il prossimo anno. La Nigeria, fino a qualche anno fa duramente colpita dalla polio come Pakistan e Afghanistan, è ormai da tre anni libera dal patogeno. Vedi anche: 11 cose che forse non sai sui vaccini | Wellcome Trust

Il primo, quello iniettabile, è assai efficace nel garantire l'immunità umorale dal virus (nel sangue e negli altri fluidi corporei), ma meno nell'indurre immunità intestinale: è quindi meno utile nelle aree con servizi sanitari fatiscenti, dove è più facile essere contagiati ingerendo materia fecale contaminata attraverso l'acqua.

 

Il vaccino orale, più facile da somministrare e meno costoso, conferisce invece una più forte immunità intestinale e, nella maggior parte dei casi, protegge l'intera comunità perché riduce la quantità di poliovirus presente in scarichi e deiezioni.

 

In alcuni casi, tuttavia, questa forma attenuta del virus può diffondersi da un bambino appena vaccinato a chi non ha ricevuto il vaccino e risulta, quindi, ancora suscettibile al contagio. Questa trasmissione può avvenire attraverso le feci (pannolini, scarichi del wc), per contatto diretto o ingestione di acqua contaminata. Nel corpo umano il virus può mutare, da solo o sottraendo geni ad altri virus, in una forma più potente e trasmissibile, capace di circolare come un poliovirus vero e proprio nella popolazione non vaccinata. Lo scorso anno, questi focolai di poliovirus derivati da vaccini hanno causato paralisi infantile a 105 bambini.

 

Una soluzione dalla scienza. Nonostante i rischi, ben noti, non si possono fare passi indietro nella somministrazione del vaccino di Sabin, che in Europa ha consentito di eradicare definitivamente la polio nel 2002 e che è fortemente raccomandato dall'OMS nelle campagne vaccinali a livello mondiale. Un gruppo di virologi del Belgio, finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation, ha ora identificato le zone chiave del genoma del virus dove avvengono le mutazioni capaci di trasformarlo di nuovo in un patogeno virulento. Gli scienziati hanno introdotto alcune modifiche capaci di prevenire questa evoluzione negativa, e due nuovi vaccini orali così ottenuti dovrebbero essere pronti per la somministrazione globale a giugno 2020. Mancano 8 mesi: i più critici, secondo gli addetti ai lavori.

 

24 ottobre 2019 | Elisabetta Intini