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Virus Cina: come evolve l'epidemia

Isolata Wuhan, la metropoli di 11 milioni di abitanti da dove è partito il virus in Cina (un coronavirus). Bloccati tutti i collegamenti in uscita.

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Scanner termici misurano la temperatura dei passeggeri alla stazione ferroviaria di Hankou, a Wuhan. Dal 23 gennaio la città cinese è isolata. | China Daily via Reuters

Una città sigillata, come in un film apocalittico. Nel tentativo di arrestare la corsa del virus in Cina (un coronavirus della famiglia della SARS) le autorità locali hanno bloccato ogni mezzo in uscita da Wuhan, la città di 11 milioni di abitanti definita "principale campo di battaglia" contro il 2019-nCOV. Dalle 10 del mattino ora locale di oggi, 23 gennaio, nessuno potrà lasciare la metropoli. Stazioni dei treni e aeroporti sono stati chiusi, autobus e metropolitane, traghetti e collegamenti a lungo raggio sono fermi fino a ordini contrari. Qui gli aggiornamenti in tempo reale sulla diffusione del coronavirus.

 

 

Lontani dalla folla. La decisione delle autorità locali, che molti ritengono senza precedenti, è stata annunciata nella serata di ieri in seguito alla riunione di emergenza sul coronavirus convocata dall'OMS. Il sindaco di Wuhan aveva già annullato le celebrazioni per il nuovo anno lunare, e gli abitanti di Wuhan, una metropoli più grande di New York, sono stati invitati a evitare luoghi affollati. Secondo l'agenzia di stampa Xinhua, hotel e attrazioni turistiche hanno sospeso ogni attività su larga scala, librerie, musei e teatri hanno annullato mostre e performance. La preghiera di Capodanno al tempio cittadino di Guiyuan, che lo scorso anno aveva coinvolto 700 mila persone, è stata cancellata.

Dove tutto è cominciato. Il Direttore Generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito le ultime misure «molto forti», aggiungendo che «non solo controlleranno l'epidemia, ma minimizzeranno la sua diffusione internazionale». Le autorità cinesi hanno aggiunto che il Paese si trova ora nella «fase più critica» della prevenzione. Si pensa che il coronavirus 2019-nCOV, che si manifesta con sintomi polmonari, sia passato dagli animali all'uomo in un mercato di Wuhan, città in cui si sarebbe verificato il 95% dei contagi. Intanto, a Wuhan forze speciali di polizia presidiano le stazioni, farmacie e supermercati sono stati presi d'assalto e le scorte di mascherine sono esaurite.

 

Gli ultimi passeggeri internazionali a lasciare la provincia di Hubei, di cui Wuhan è capitale, sono stati quelli a bordo di un volo atterrato questa mattina a Fiumicino: a terra è scattata la procedura di sicurezza predisposta nei giorni scorsi in tutti gli scali collegati a Wuhan, che prevede la misurazione della temperatura e alcune domande sui recenti spostamenti. Non è stato segnalato alcun caso sospetto.

 

Emergenza mondiale? Mercoledì 22 gennaio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha convocato una riunione d'urgenza per decidere se l'epidemia costituisca un'"emergenza di salute pubblica di interesse internazionale" (PHEIC, Public Health Emergency of International Concern), il più alto livello di allarme diramato dall'OMS: l'ultima volta era accaduto con Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Questo status viene dato a malattie che pongono un rischio immediato per la salute pubblica anche al di fuori del Paese di origine, e che richiedono una risposta coordinata.

 

La decisione è stata rinviata di un giorno perché, riferisce l'OMS, la situazione è «complessa e in divenire» e la decisione di dichiarare emergenza internazionale viene presa con la massima serietà. La riunione proseguirà nella giornata di oggi, 23 gennaio, perché occorrono maggiori informazioni.

 

Il bilancio. Nei giorni scorsi, le autorità sanitarie cinesi e l'Organizzazione Mondiale della Sanità avevano parlato di alcuni limitati casi di contagio tra membri della stessa famiglia, chiarendo che la maggior parte dei casi era però dovuto al contatto con animali infetti. Lunedì 20 gennaio si è però saputo che 15 operatori sanitari avevano contratto il virus a Wuhan. Poiché il personale medico si trova in prima linea nell'affrontare la malattia, la facilità con cui viene infettato è una cartina al tornasole della virulenza del patogeno. Mentre scriviamo si parla di almeno 571 casi di infezione, con 95 pazienti in condizioni critiche e 17 decessi, tutti nella provincia dell'Hubei di cui Wuhan è capitale. 

 

Quanto è facile ammalarsi? Accertare la possibilità di trasmissione tra individui non è tutto. Occorre infatti capire con quale facilità avvenga il contagio, e se vi siano stati dei "super-diffusori" del coronavirus, ossia portatori del virus entrati a loro volta in contatto con molte persone: secondo quanto riportato dal New York Times, un singolo paziente sembrerebbe aver infettato 14 individui tra medici e infermieri. Anche se le modalità di trasmissione andranno meglio studiate, si pensa che il 2019-nCOV viaggi attraverso le particelle di saliva. La maggior parte dei coronavirus si diffonde come i virus del raffreddore, attraverso tosse e starnuti, entrando in contatto con le mani di persone infette o con gli oggetti da esse toccati.

 

Misure repentine. Diversamente da quanto avvenuto con l'epidemia di SARS nel 2003, questa volta le autorità sanitarie cinesi si sono attivate in modo tempestivo. Dopo la segnalazione dei casi a fine dicembre, all'inizio di gennaio il mercato di prodotti animali di Wuhan è stato chiuso e sterilizzato, giocandosi forse, nella fretta di intervenire, la possibilità di testare la presenza del virus sugli animali. Intanto, quattro diversi gruppi di ricerca hanno sequenziato il genoma di sei campioni di coronavirus, confermando il legame con la SARS (una più grave infezione respiratoria, dovuta a un altro coronavirus). Le analisi del DNA serviranno a capire se il patogeno stia mutando per diffondersi con maggiore facilità.

 

La commissione nazionale per la salute cinese ha categorizzato il virus come malattia infettiva di classe A: una classificazione che permette al governo centrale di mettere in quarantena i pazienti contagiati e chiudere intere aree per limitare la trasmissione del virus.

23 gennaio 2020 | Elisabetta Intini