Il vaccino contro il Papillomavirus umano protegge indirettamente anche gli uomini

L'aumento di immunizzazioni contro l'HPV nella popolazione femminile ha effetti positivi a catena sui maschi: l'immunità di gregge fa calare i contagi anche tra i non vaccinati.

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Un'infezione da Papillomavirus umano in un'illustrazione medica: in Italia, la copertura contro del vaccino anti-HPV è negli ultimi anni in diminuzione: del 64,3% per la prima dose e al 49,9% per il ciclo completo nelle ragazze.|Shutterstock

Si sente spesso parlare dell'importanza del raggiungimento di una soglia critica di copertura vaccinale, per godere dei benefici dell'immunità di gregge: un perfetto esempio della protezione estesa offerta dai vaccini arriva dagli Stati Uniti, attraverso uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association. La percentuale di infezioni orali da Papillomavirus umano sono calate del 37% tra gli uomini non vaccinati, probabilmente - si legge - grazie all'aumento di vaccinazioni contro l'HPV nella popolazione femminile.

 

L'unione fa la forza, soprattutto contro le infezioni: che cos'è e come funziona l'immunità di gregge | Colin Monteath/ Hedgehog House/Minden Pictures/contrasto

Vaccinarsi contro il cancro. L'infezione da Papillomavirus umano, trasmessa con il sesso, è responsabile della quasi totalità dei tumori al collo dell'utero e del 40% di quelli orofaringei.

 

In Australia, dove il vaccino contro i ceppi maggiormente oncogeni di HPV è stato introdotto gratuitamente dal 2007 e quindi esteso alla maggior parte degli adolescenti (femmine e maschi), il cancro alla cervice potrebbe essere presto eradicato.

 

Negli USA, dove è stato condotto lo studio, l'immunizzazione contro i ceppi più diffusi del virus è presente dal 2006 per le ragazze e dal 2011 per i ragazzi. Nel corso degli anni, la percentuale di vaccinati è salita da zero al 5,8% per i maschi e dal 7,3% al 15,1% per le femmine (un'adesione comunque ben lontana da quella raggiunta in Australia). Gli scienziati del National Cancer Institute statunitense hanno indagato la prevalenza, in questo arco di tempo, delle infezioni orali da HPV nei maschi non vaccinati. La ricerca ha coinvolto 14 mila adulti intervistati dal 2009 al 2016.

Benefici per tutti. La prevalenza dei due ceppi di HPV negli uomini adulti non vaccinati (18-59 anni) da cui protegge il vaccino è scesa, nel periodo esaminato, dal 2,7 all'1,6% sul totale: un calo di infezioni da HPV pari al 37%. Poiché queste persone non erano state direttamente immunizzate, si pensa che a proteggerle sia stata l'immunità di gregge: aumenta attorno a loro la percentuale di ragazze che si vaccinano per prevenire i tumori cervicali, e per un effetto boomerang gli uomini sono protette da una delle maggiori cause dei tumori orofaringei.

 

Naturalmente l'effetto immunità di gregge vale anche al contrario: si avranno benefici anche dall'aumento di vaccinazioni tra i ragazzi, poiché il virus è sessualmente trasmesso. Tuttavia, nello studio non sono stati osservati cali significativi dei contagi tra le ragazze non vaccinate, forse per la bassa prevalenza di infezioni orali da HPV nel campione femminile esaminato.

 

Ancora molto da fare. Per raggiungere l'eradicazione totale delle infezioni da HPV16, il virus maggiormente responsabile di lesioni precancerose, andrebbe raggiunta una copertura vaccinale del 75% in entrambe le popolazioni, fanno sapere gli autori dello studio. I risultati descritti sono stati ottenuti nonostante la bassa percentuale totale di vaccinati: immaginate che cosa si potrebbe fare con una maggiore diffusione.

 

 

16 Settembre 2019 | Elisabetta Intini