Salute

Vaccini: meningite spaventa genitori, 77% fa profilassi ma pesano pregiudizi

Il 62% pensa ancora che vaccinazioni possano causare patologie gravi come l'autismo

Roma, 23 apr. (AdnKronos Salute) - La meningite fa paura alle madri e ai padri italiani. L'84% dei genitori è consapevole che si tratta di una malattia grave e la teme. Soprattutto per il rischio di morte (39,7%) o dei gravi danni che può causare (32,8%). Il 65,3% sa che la patologia si trasmette per via respiratoria e il 25,8% sa che può anche essere contratta attraverso il contatto con oggetti contaminati. Oltre 7 genitori su 10 (77%) hanno vaccinato i figli contro la meningite o hanno intenzione di farlo; solo il 14,1% non lo ha fatto, mentre il 9% non è a conoscenza della possibilità di vaccinarsi contro questa patologia. Ma in generale pesano ancora ignoranza (il 14,5% dei genitori non conosce la malattia) e pregiudizi: ben il 62% pensa che i vaccini possano causare patologie gravi come l'autismo.

Sono i dati della ricerca del Censis 'La vaccinazione contro il meningococco B secondo i genitori italiani', realizzata in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e grazie al contributo incondizionato di Novartis Vaccines and Diagnostics (recentemente entrata a far parte del gruppo Gsk), illustrata oggi a Roma alla vigilia della Giornata mondiale contro la meningite, in calendario domani. I dati indicano che il 64,2% dei genitori sa che a rischiare di più sono i bambini molto piccoli, ma solo il 6,5% sa che, in seconda battuta, anche gli adolescenti e i giovani tra i 15 e i 25 anni rappresentano una fascia di popolazione a rischio.

"C'è un problema di consapevolezza sulla meningite, come testimoniano le molte incertezze dei genitori sulla malattia e sui sintomi, ma anche sugli strumenti per difendersi", ha spiegato Ketty Vaccaro, responsabile dell'area Welfare e salute del Censis. "Il 77% dei genitori afferma di aver vaccinato o di voler vaccinare i propri figli, ma dal momento che il dato ufficiale della copertura della vaccinazione contro la meningite da Hib3 è del 94,6%, è evidente che i genitori non sono sempre consapevoli di aver vaccinato i propri figli con l'esavalente contro almeno una delle meningiti batteriche. Pochi sanno distinguere tra le diverse forme di meningite e i relativi vaccini. Ad esempio solo un genitore su tre sa che dal 2014 esiste anche un nuovo vaccino, quello contro il meningococco B", ha detto Vaccaro.

Tra i principali sintomi della meningite rintracciabili in un neonato o in un bambino, secondo i genitori il primo campanello d'allarme è la febbre (79,1%) e anche il forte mal di testa (35%). Il 58% sa che la morte può essere una possibile conseguenza, così come il ritardo mentale (39,9%), e il 15,3% indica paralisi e problemi motori.

La malattia ha una progressione molto rapida, gli esiti si verificano generalmente tra le 24 e le 48 ore, un'informazione che non sfugge ad oltre la metà dei rispondenti (54,5%), mentre il 21,9% pensa che la progressione della malattia sia meno rapida e che gli effetti si verifichino dopo una settimana o 10 giorni. Il 4,2% ipotizza tempi ancora più lunghi, mentre il 19,4% non ha un'idea al riguardo.

La fonte principale dalla quale i genitori hanno ricevuto informazioni sulla meningite (48,8%) e sulla vaccinazione anti-meningococco (33,9%) è il pediatra. Ma il 67% indica di non aver mai ricevuto informazioni sulla vaccinazione contro il meningococco B. Anzi, il 95% dei genitori è convinto che sarebbero necessarie campagne di sensibilizzazione. Più in generale, l'atteggiamento delle famiglie italiane riguardo alle vaccinazioni è ancora controverso. L'83% dei genitori si fida delle vaccinazioni, invece il 13,3% si fida poco e il 3,3% per niente. Il 35,7% pensa che siano utili e sicure; il 32,3% è invece favorevole solo alle vaccinazioni obbligatorie e gratuite; il 25,6% decide caso per caso, e il 5,3% è contrario giudicandole rischiose.

Se l'88,8% dei genitori è convinto che le vaccinazioni siano un obbligo sociale, il 62% pensa però che possano essere causa di malattie gravi come l'autismo. Se il 71,8% ritiene che la vaccinazione comporti sempre un rischio, l'85,6% crede comunque che sia importante perché previene le malattie. Se il 73,5% pensa che i nuovi vaccini siano più sicuri perché tecnologicamente più avanzati, il 49% è perplesso sulla composizione e teme che possano causare la malattia. Così oggi il 59,5% dei genitori ritiene che le vaccinazioni veramente importanti siano quelle che il Servizio sanitario nazionale definisce obbligatorie e garantisce gratuitamente, come se l'obbligatorietà e la gratuità delle vaccinazioni rappresentassero nell'immaginario collettivo indicatori di rilevanza ed efficacia del vaccino.

23 aprile 2015 ADNKronos
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