Salute

Vaccini: Aifa, sostenibilità prezzo 'chiave' contro minaccia malattie infettive

Roma, 22 feb. (AdnKronos Salute) - "Gli eventi di queste ultime settimane - l’allarme meningite in Toscana e l'emergenza internazionale per la diffusione del virus Zika - ammoniscono a non sottovalutare la minaccia latente di malattie infettive ancora in grado di produrre conseguenze molto gravi per la salute. Confermano inoltre che i vaccini sono una risorsa preziosa per i cittadini e per i sistemi sanitari, e che il loro sviluppo costituisce una sfida e un obiettivo strategico per pazienti, medici, decisori pubblici e le aziende". Lo ricordano Mario Melazzini e Luca Pani, rispettivamente presidente e dg Aifa, in un editoriale online, in cui puntano l'attenzione sulla questione della sostenibilità del prezzo di questi prodotti.

Grandi conquiste nella storia della medicina sono state possibili grazie ai vaccini: il vaiolo è stato eradicato, la poliomielite è in gran parte sotto controllo e l'incidenza delle malattie tipiche dell’infanzia, come il morbillo e la rosolia, si è ridotta di molto con l’aumento delle coperture vaccinali. La meningite batterica sta divenendo rara nei paesi che vaccinano i loro figli. "È possibile prevenire l’epatite A e B, e si sta diffondendo la vaccinazione contro l’infezione da rotavirus, la principale causa virale di morte per diarrea e disidratazione infantile nel mondo e in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Diverse forme di cancro causate da virus oggi possono essere prevenute", ricordano.

"L’immunizzazione è universalmente considerata un intervento di salute pubblica costo-efficace, tuttavia il rapporto tra il beneficio prodotto e i costi relativi, e quindi l’interesse a promuoverne l’impiego diffuso, varia in base a diversi fattori, tra cui l’epidemiologia della malattia, la sua gravità e l’allarme che un’epidemia in corso suscita nella popolazione; inoltre, la convenienza a investire nell’immunizzazione è maggiore nei paesi in cui si spende di più per curare quelle malattie che sono prevenibili coi vaccini".

Ma occorre fare i conti con il nodo del prezzo. Le valutazioni di beneficio/costo "hanno un impatto crescente nelle attuali politiche sanitarie, che devono fare i conti con l’imperativo etico di garantire un livello ottimale di assistenza riducendo la spesa sugli interventi dal costo elevato e dai benefici limitati". D’altra parte, la ricerca sui vaccini presenta un alto grado di rischio sia per le aziende impegnate nello sviluppo sia per chi deve finanziare questo tipo di studi. Secondo alcune stime, su 10 candidati che iniziano lo sviluppo clinico solo uno raggiunge il traguardo dell’approvazione, e i tempi e i costi per l’intero processo si aggirano rispettivamente intorno ai 10-15 anni e al miliardo di dollari, ricordano i vertici Aifa.

Di qui la necessità di conciliare le politiche di immunizzazione con "profitti equi per l’industria e sostenibili per i budget pubblici". Un tema affrontato in un editoriale su 'Jama' da H.C. Meissner, della Tufts University School of Medicine di Boston. Meissner evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza sui prezzi e sui costi di sviluppo dei vaccini, auspica linee guida o raccomandazioni più chiare sull'utilizzo dei nuovi vaccini e la condivisione delle decisioni sugli obiettivi di sviluppo tra le autorità sanitarie e i produttori. "Non sarà semplice – conclude Meissner – trovare un equilibrio tra gli sforzi di contenimento dei prezzi e l’esigenza di incentivare lo sviluppo di nuovi vaccini. Stabilire un modello di definizione del prezzo sarà fondamentale per assicurare un ampio accesso ai notevoli vantaggi che i vaccini futuri sicuramente forniranno".

"Un aspetto chiave sarà la definizione degli obiettivi della ricerca e la condivisione precoce dei programmi di sviluppo dei vaccini tra i produttori, i regolatori e gli organismi di Health Technology Assessment", ricordano i vertici Aifa. In considerazione "della complessità dei nuovi vaccini e del loro potenziale impatto su uno spettro sempre più ampio di patologie con prevalenza, epidemiologia e ricadute sulla salute diverse a seconda dell’area geografica e del paese coinvolto, è inoltre fondamentale definire anche a livello nazionale le priorità e i requisiti per l’allocazione delle risorse, adottare nuove strategie di valutazione farmaco-economica e sperimentare per i vaccini i modelli di autorizzazione e di negoziazione del prezzo già impiegati con successo dall’Aifa per altri farmaci dai costi molto elevati", concludono Pani e Melazzini.

22 febbraio 2016 ADNKronos
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