Le vaccinazioni non sono pericolose (e servono)

Dalla ricerca arrivano nuove rassicurazioni sui vaccini: sono sicuri e vanno fatti per scongiurare malattie letali.

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Uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Pediatrics conferma che le vaccinazioni infantili sono sicure: conferiscono infatti una protezione efficace da molte malattie potenzialmente letali e invalidanti, mentre gli effetti collaterali gravi sono rarissimi.

 

In particolare, sulla base all'analisi di una settantina di ricerche pubblicate fino a oggi, e tenendo conto anche di un'ampia rassegna sull'argomento uscita nel 2011 e curata dall'Institute of Medicine, lo studio sfata le più comuni leggende metropolitane sul tema:

  1. è escluso qualsiasi legame fra il vaccino per morbillo, parotite e rosolia (Mpr) e l'autismo;
     
  2. nessuna delle vaccinazioni prese in considerazione (oltre alla Mpr, quelle contro difterite e tetano, epatiti a e b, Haemophilus influenzae b, meningococco, influenza stagionale, rotavirus, varicella, pneumococco, meningococco e poliomielite) è collegabile alla leucemia infantile, al diabete di tipo 1 o alla sclerosi multipla.

in sicurezza. Peraltro, gli effetti collaterali gravi, per quanto rari, non sono inesistenti. Il più temuto è lo shock anafilattico, che si sviluppa se il soggetto è allergico a uno dei componenti del vaccino, ma che è davvero un evento eccezionale: anni fa, uno studio statunitense ha contato 33 casi su 70 milioni di dosi somministrate.

 

 È allarme morbillo in Italia, a causa della diminuzione della copertura vaccinale. Ne parla Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria, su Focus in edicola dal 18 luglio

 

Lo shock anafilattico è una reazione violenta del sistema immunitario, che si verifica a breve distanza dall'iniezione, e che necessita di un intervento medico tempestivo: per poterlo garantire in caso di necessità, in Italia si chiede che i bambini aspettino circa mezz'ora prima di lasciare il centro in cui sono stati vaccinati.

 

Il ritorno di malattie letali. La ricerca statunitense ribadisce che la diffidenza nei confronti dei vaccini, sempre più diffusa fra i genitori, è del tutto ingiustificata.

 

Un bambino con il morbillo.
Un bambino con il morbillo. | SPL/Contrasto

Ed è anche pericolosa perché, osservano gli autori, «il rifiuto di vaccinare i figli sta contribuendo a far risorgere malattie infettive che potrebbero essere facilmente prevenute».

 

Negli Stati Uniti stanno tornando la pertosse – che se contratta nei primi mesi di vita può essere molto grave - e il morbillo, che in un caso su 1.000 provoca un'encefalite incurabile, potenzialmente letale e capace comunque di determinare danni neurologici permanenti.

 

Ma il fenomeno non è solo statunitense: in Italia, la percentuale di bambini vaccinati sta scendendo in molte regioni. E nei primi 4 mesi di quest'anno, si sono registrati ben 1.047 casi di morbillo in età pediatrica, contro i 700 rilevati nello stesso periodo del 2013.

 

 

13 Luglio 2014 | Margherita Fronte