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Una polvere per curare le ferite

Fermare in tempo un'emorragia grave può salvare una vita. I soldati statunitensi hanno in dotazione una polverina speciale che gettata sulle ferite...

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Una polvere per curare le ferite
Fermare in tempo un'emorragia grave può salvare una vita. I soldati statunitensi hanno in dotazione una polverina speciale che gettata sulle ferite...

 

Cellule del sangue durante il processo di coagulazione al microscopio elettronico. Normalmente il sangue impiega 10 minuti a coagularsi, mentre con la polvere emostatica solo 2.
Cellule del sangue durante il processo di coagulazione al microscopio elettronico. Normalmente il sangue impiega 10 minuti a coagularsi, mentre con la polvere emostatica solo 2.

 

Periferia di una piccola città degli Stati Uniti: un poliziotto è in perlustrazione quando arriva una chiamata dalla centrale che lo avverte di una sparatoria poco lontano. L'agente si precipita. Una volta sul posto trova un anziano uomo su un trattore ferito a morte. Prontamente il poliziotto estrae una confezione dalla tasca e versa il contenuto sulla ferita. L'emorragia si arresta in pochi minuti e l'uomo si salva.
Non è l'inizio di un fanta-thriller, ma quello che è successo recentemente in Florida. E la polverina magica non è un'idea fantasiosa, ma un prodotto attualmente in dotazione ad alcuni dipartimenti di polizia e alla marina militare statunitense.
Rapido e indolore. Il prodotto si chiama QuikClot ed è usato soprattutto in battaglia per fermare le emorragie dei feriti più gravi, spesso salvando loro la vita. Il materiale poroso di cui è costituita la polverina assorbe l'acqua presente nel sangue, facendolo coagulare rapidamente, in 2 minuti soltanto, quando di solito ce ne vogliono più di 10.
Ma perché allora non usarlo anche nelle emergenze in ambulanza o durante operazioni chirurgiche a rischio?
Ci si può bruciare. La polverina emostatica è ancora troppo pericolosa, perché quando assorbe l'acqua rilascia una notevole quantità di calore, causando spesso ustioni di secondo grado. E gli stessi militari devono adoperarlo solo in caso di estrema necessità. Per questo i ricercatori Galen Stucky e Todd Ostomel dell'università della California in collaborazione con Z-Medica, la società che lo commercializza, stanno studiando una nuova versione del prodotto, più sicura da usare anche in ospedale o da inserire in un kit di primo soccorso per gli automobilisti.

(Notizia aggiornata al 17 marzo 2006)

 

17 marzo 2006