Salute

Una macchina per la dialisi dei neonati: l’hanno inventata scienziati italiani

Sperimentata per la prima volta a Vicenza, ha salvato la vita di una bambina.

Si chiama CARPEDIEM, acronimo di Cardio-Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine. Ma, in effetti, cogliere l’attimo secondo la massima del poeta latino Orazio e riprendere per i capelli la vita di un neonato è quello che questa macchina è riuscita a fare.

L’hanno inventata medici dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, guidati da Claudio Ronco. Si tratta in sostanza di una macchina miniaturizzata per la dialisi. Finora, nei casi in cui era necessario sottoporre un neonato o bambino piccolo a questa procedura per depurare il sangue in caso di malfunzionamento dei reni, l’unica possibilità era adattare uno degli apparecchi per adulti. Cosa non sempre semplice, e che a volte crea complicazioni ulteriori. In un lavoro durato cinque anni, il gruppo di medici, finanziato dall’Associazione Amici del Rene di Vicenza, ha provato a svilupparla.

Ad agosto dell’anno scorso, c’è stata l’occasione per sperimentarla la prima volta su una bambina, come i ricercatori riferiscono sulla rivista medica The Lancet. La neonata, durante un parto difficile, aveva avuto un’emorragia e poi altre gravi complicazioni, tra cui un blocco renale. A tre giorni dalla nascita, è stata attaccata alla nuova macchina, e dopo venti giorni, con i reni di nuovo funzionanti, ha potuto farne a meno. «Speriamo che il nostro successo incoraggi lo sviluppo di altre tecnologie mediche progettate specificamente per i neonati e i bambini piccoli» ha detto Ronco. Senza la macchina per la dialisi miniaturizzata, è probabile che la bimba non si sarebbe salvata.

26 maggio 2014 Chiara Palmerini
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