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Coronavirus COVID-19: cosa c'è da sapere Vai allo speciale

La FDA ha approvato un test rapido per la COVID-19 basato sulla tecnica CRISPR

Negli USA via libera a un test che individua il virus della COVID-19 sfruttando la tecnica che riconosce le sequenze genetiche del patogeno.

COVID-19: test con la CRISPR
Si allarga la scelta di test per individuare, in muco e saliva, la presenza del virus SARS-CoV-2. | Shutterstock

La Food and Drug Administration (FDA) americana ha garantito per uso emergenziale l'utilizzo di un test per COVID-19 che riconosce la presenza del virus nei tamponi nasali sfruttando la tecnica di editing genetico CRISPR. La rapida diffusione del kit che dovrebbe seguire al provvedimento aiuterà ad alleviare la pressione sui laboratori di analisi statunitensi, e ad ampliare il numero di tamponi processati nel Paese ancora duramente colpito dall'epidemia.

 

Elementare, Watson. Il kit è stato sviluppato da un'azienda di biotecnologie di Cambridge (Massachusetts), la Sherlock Biosciences. SHERLOCK è l'acronimo di "Specific High Sensitivity Enzymatic Reporter UnLOCKing", una piattaforma per le applicazioni diagnostiche della tecnica nota per l'editing genetico. Anziché utilizzare l'enzima per tagliare il DNA (le forbici molecolari Cas9) si sfrutta una variante della proteina Cas13 che riconosce sequenze genetiche specifiche di virus, di geni che aiutano i batteri a sviluppare resistenza agli antibiotici o delle mutazioni genetiche che anticipano l'insorgenza di un tumore, e poi "dà l'allarme".

 

In questo caso il test va a caccia dell'RNA del coronavirus SARS-CoV-2 nel materiale estratto dal naso, dalla bocca, dalla gola o dal fluido polmonare del paziente: se è presente l'RNA virale, l'enzima produce un bagliore fluorescente. La piattaforma di base SHERLOCK, un naso molecolare finissimo per analizzare campioni di sangue, saliva o urina, era già stata adattata per individuare il virus Zika e la dengue nel 2018, ma può essere facilmente riconfigurata per cercare altri virus.

Dove si usa. Il test, che dà risultati in un'ora, potrà essere usato nei laboratori già certificati per processare i tamponi con il metodo "classico" usato finora, che si basa su una tecnica chiamata RT-PCR (reazione a catena della polimerasi inversa: leggi come funziona): grazie a questa tecnica il codice genetico del virus (se presente) viene estratto e copiato più volte così che sia chiaramente visibile. Di solito i risultati dei test che sfruttano questo metodo arrivano dopo qualche ora se l'esito è positivo, ma il protocollo per il COVID-19 prevede una seconda verifica, che può prolungare l'attesa fino a un paio di giorni.

 

In futuro. La Sherlock Bioscience sta lavorando a una versione ancora più basilare del test che possa essere effettuata a casa, ma quando questa sarà pronta dovrà essere sottoposta a ulteriori validazioni: da aprile, la FDA ha approvato in via emergenziale una sessantina di test per COVID-19, ma nessuno di questi può essere condotto interamente a casa. Altri due gruppi di ricercatori, rispettivamente nell'azienda di biotecnologie Mammoth Biosciences e al MIT, stanno lavorando a test per il coronavirus SARS-CoV-2 basati sulla CRISPR.

 

19 maggio 2020 | Elisabetta Intini