Un breve digiuno (forse) allunga la vita

Pochi giorni al mese senza cibo o quasi, al posto di una dieta prolungata, bastano per migliorare la salute.

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| A. Bäcker/F1 Online/Corbis

Digiunare ogni tanto fa bene: non solo aiuta a perdere peso, ma a rimanere più in salute.

 

Affamati e longevi. Un gruppo coordinato dal gerontologo Valter Longo, della University of Southern California a Los Angeles, ha testato gli effetti di brevi periodi di digiuno negli animali e nell'uomo. Già molte ricerche negli anni passati hanno evidenziato che la cosiddetta restrizione calorica, cioè una dieta molto severa, renderebbe più longevi.

 

L’effetto è stato osservato in molte specie animali, dai vermi ai mammiferi, cani e perfino scimmie (anche se con risultati meno chiari). Per l’uomo non ci sono ancora dati conclusivi sull’efficacia di una dieta strettissima (basata sull’assunzione di non più di 1.200 calorie giornaliere) non solo per allontanare alcune malattie legate alla sovra-alimentazione, come quelle cardiovascolari o il cancro, ma anche per allungare la durata della vita. Si tratta però quasi di diete da fame, che per la maggior parte delle persone diventa impossibile seguire per anni.

 

Topi A dieta quattro giorni al mese. Il nuovo studio, pubblicato su Cell Metabolism, ha provato a verificare l’efficacia di forme meno severe di dieta, per esempio il digiuno temporaneo, nell'ottenere lo stesso effetto. I primi test sono stati fatti sui topi: per due periodi di quattro giorni ogni mese un gruppo di animali è stato tenuto a dieta ipocalorica, e per il resto del tempo libero di mangiare quanto voleva.

 

Rispetto ai compagni non sottoposti a questa forma di dieta breve, i topi che hanno digiunato hanno vissuto in media tre mesi in più, un periodo di tempo non trascurabile rispetto alla vita media di un topo, ossia circa tre anni. Inoltre, diversi altri parametri legati al metabolismo e alla salute sono risultati migliori, dalla minore incidenza di tumori a una memoria più salda in vecchiaia. Questi animali hanno mostrato anche una migliore capacità di rigenerazione dei tessuti, per esempio il fegato.

 

Salute migliorata. Con questi risultati in mano, i ricercatori hanno poi provato a verificare gli effetti di questo genere di dieta di durata limitata anche sulle persone. In questo caso, a 19 volontari è stato chiesto di stare a dieta per cinque giorni al mese, arrivando a consumare, tra zuppe, barrette dietetiche e tisane, tra 700 e mille calorie, mentre per il resto dei giorni erano liberi di mangiare come al solito.

 

Anche in questo caso, rispetto ai volontari non a dieta, quelli che per cinque giorni sono stati a stecchetto hanno avuto nell’arco di soli tre mesi un miglioramento considerevole in diversi parametri, da una riduzione del glucosio nel sangue a una riduzione del grasso addominale e delle proteine associate con un più alto rischio di malattie cardiovascolari. Come nei topi, è stata osservato anche un aumento di alcuni tipi di cellule staminali nel sangue: un segnale di aumento delle capacità rigenerative del corpo?

 

Anche se è presto per dirlo, secondo Longo e diversi altri ricercatori questi risultati sono incoraggianti perché sembrano indicare una via più accettabile e praticabile per una dieta che migliori la salute e - magari - allunghi la vita.

 

Digiuno tradizionale. Il digiuno non è certo una pratica sconosciuta. Viene contemplata, in diverse forme e varianti, in tutte le maggiori religioni e nelle tradizioni popolari. Nella tradizione cattolica, tra i digiuni più importanti, il venerdì di magro, con l’astinenza da carne e vino, e comunque da ogni alimentazione troppo ricca, è ritenuto uno strumento di purificazione.

 

Nella tradizione ebraica, ugualmente, ci sono vari giorni di digiuno, in media quasi uno al mese in cui è prescritto di non mangiare (e non bere) da tramonto a tramonto. Per il periodo del Ramadan, che quest’anno è iniziato il 18 giugno, ai musulmani è richiesto di non mangiare dall’alba al tramonto.

 

Nell’Italia contadina fino al primo dopoguerra, all'opposto di oggi il mangiare a sazietà era riservato a poche occasioni: Natale, Pasqua, Carnevale, i matrimoni e talvolta anche i funerali. La norma era la parsimonia e, per i contadini più poveri, la fame vera e propria.

 

Mode. In tempi recenti, diverse diete di moda che si sono affermate si basano proprio sul principio del digiuno, per esempio la fast diet (fast significa “digiuno” in inglese): si mangia normalmente per cinque giorni e pochissimo per altri due. E diversi medici consigliano un giorno senza cibo o quasi a settimana per mantenere il peso forma. Molti altri, però, mettono in guardia: una giornata leggera dopo una di eccesso non fa sicuramente male, ma per “sperimentazioni” più lunghe è bene affidarsi ai medici.

 

27 giugno 2015 | Chiara Palmerini