Twitter rivela che il mal di testa arriva il lunedì

Secondo una ricerca americana sugli utenti di Twitter, il picco delle emicranie è alle ore 10 del lunedì e ricompare verso le 22. Ed è un problema soprattutto femminile.

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Il mal di testa colpisce soprattutto le donne. | Bartolomiej Szewczyk/Thinkstock

Il peggior mal di testa arriva puntuale il lunedì mattina intorno alle 10. Poi ricompare la sera verso le 22. Durante il weekend, invece, è più facile che arrivi verso le 12. Infine, colpisce soprattutto le donne. Chi ce lo dice? Proprio i nostri tweet. Precisamente quelli esaminati da alcuni ricercatori dell'Università del Michigan che hanno pubblicato la ricerca sul Journal of Medical Internet Research.

Raccogliendo ed esaminando 21.741 tweet di persone sofferenti di emicrania negli Stati Uniti e in Europa, i ricercatori hanno dimostrato che i risultati di questo studio sul social media sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli ottenuti dalla ricerca scientifica tradizionale.

L'emicrania, dunque, colpisce circa il 12% degli adulti nel mondo: ne soffre circa il 18% delle donne e il 6% negli uomini.
La maggior parte, ovvero il 90%, denuncia di avere un dolore serio, il 75% di soffrire talmente da non riuscire a fare quasi nulla, il 30% di avere bisogno addirittura di riposarsi a letto. Inoltre, il mal di testa è soprattutto un problema femminile: il 74% dei tweet è inviato, infatti, da donne che in quel momento ne soffrono.

Questa ricerca, dunque, dimostra ancora una volta che Twitter (che ha appena compiuto 8 anni!) non è soltanto uno mezzo per pubblicare notizie o condividere emozioni e punti di vista.
Twitter è molto di più: è utile come termometro della salute dei suoi utenti. Di più: è da tempo usato per misurare la felicità del mondo e, addirittura, per giocare in borsa.

Quello che la ricerca americana non dice è che proprio i social media possono essere una delle cause principali delle cefalee: è il cosiddetto mal di testa dei "sempre connessi". Secondo una recente indagine Doxa, un italiano su tre ritiene infatti che il mal di testa sia conseguenza dell’abuso di computer e smartphone. Ma attenzione: questa ricerca è da prendere con le pinze per due motivi: non è scientifica (non indaga il rapporto causa-effetto) e si basa solo sulle opinioni di un campione; e soprattutto è commissionata da una casa farmaceutica che produce farmaci contro... il mal di testa.

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8 aprile 2014 | Fabrizia Sacchetti