Salute

Tumori: lo studio, con aspirina -60% rischi prostata

Roma, 12 mag. (AdnKronos Salute) - Dalla corteccia del salice un 'antico', ma inatteso alleato contro il tumore della prostata. L'uso dell'acido acetilsalicilico riduce del 60% il rischio di sviluppare una neoplasia maschile. E' quanto emerge da un'analisi osservazionale realizzata grazie al database Health Search della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), che mette in luce il ruolo dell'acido acetilsalicilico, l'ultracentenaria aspirina, a bassi dosaggi: determinerebbe una riduzione del rischio di contrarre un tumore alla prostata di oltre il 60%.

I risultati sono descritti da uno studio scientifico appena pubblicato sull''International Journal of Cancer', coordinato dalla Simg. Indagando sul database con una modalità retrospettiva si possono condurre studi di tipo epidemiologico. Uno di questi ha consentito di correlare l'utilizzo dell'aspirina a basso dosaggio con un ridotto rischio di tumore alla prostata. "Grazie all'osservazione dell'attività quotidiana della medicina del territorio si possono acquisire una quantità enorme di informazioni utili alla ricerca - sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Simg - Questa è la grande novità degli ultimi anni, che ha già portato a grandi risultati. Questo lavoro ne è una ulteriore testimonianza. Farmaci tradizionali, che noi consideriamo ormai perfettamente conosciuti e sui quali non ci dovrebbe essere null'altro da scoprire, in realtà, se bene osservati nella somministrazione ai pazienti nel medio lungo periodo, possono riservare ancora novità, compreso il possibile impiego anche nella prevenzione dei tumori come in questo caso in cui il principio attivo dell'acido acetilsalicilico non è ancora riconosciuto per la prevenzione dei tumori".

Health Search è un database utilizzato da oltre 15 anni nella ricerca clinica. Il database ha una popolazione target di 1,2-1,5 milioni di pazienti. Quelli selezionati per questo studio, per ragioni di metodo, hanno almeno un evento cardiovascolare o cerebrovascolare ischemico, ossia sono quei pazienti che sono candidati al trattamento con aspirina a basse dosi. Questi parametri hanno consentito di identificare una coorte di circa 13.500 soggetti, sia sottoposti all'uso di aspirina che non ancora sottoposti alla terapia farmacologica. "Gli studi su cui ci stiamo concentrando riguardano prevalentemente adenocarcinomi - evidenzia Francesco Lapi, direttore ricerca di Health Search - perché l'ipotesi che ci ha portato a fare questo lavoro è stata verificare anche nei nostri dati, dando priorità a quei tumori di cui si sapeva ancora troppo poco, se l'aspirina a basso dosaggio aveva davvero un effetto protettivo su una serie di neoplasie di natura adenocarcinomica".

"Abbiamo concentrato la nostra attenzione sul tumore della prostata e sulla sua prevenzione perché in letteratura erano presenti pochi studi di scarsa portata e con risultati talvolta contraddittori", aggiunge.

Il campione è stato ponderato per rendere lo studio osservazionale scientificamente inappuntabile. Ebbene, lo studio ha permesso di osservare negli uomini che seguivano una cura a base di aspirina a basso dosaggio, in particolare se per lungo tempo e con una frequenza d'uso più importante nell'arco di una settimana, un effetto protettivo del farmaco verso il tumore prostatico, con una drastica riduzione del rischio. Dopo il primo anno la riduzione è del 40% circa, mentre dopo cinque anni di terapia (almeno tre somministrazioni a settimana), la protezione arriva al 60%. Vale a dire, spiegano dalla Simg, che usare l'aspirina a basso dosaggio avrebbe un effetto protettivo che arriva a mettere al riparo dal contrarre un tumore della prostata un uomo su due.

12 maggio 2016 ADNKronos
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Cento anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti moriva trucidato per mano di sicari fascisti. In questo numero di Focus Storia ricostruiamo le fasi dell’agguato, la dinamica del delitto e le terribili modalità dell’occultamento del corpo. Ma anche le indagini, i depistaggi, il processo farsa e le conseguenze politiche che portarono l’Italia nel baratro della dittatura.

E ancora: quando, per prevenire gli avvelenamenti, al servizio di principi e papi c’erano gli assaggiatori; la vita spericolata e scandalosa dell’esploratore Sir Richard Burton; tutto sul D-Day, il giorno in cui in Normandia sbarcarono le truppe alleate per liberare l’Europa dal dominio nazista

ABBONATI A 29,90€

Un dossier sulla salute esplora i possibili scenari di un mondo senza sigarette, analizzando i vantaggi per la salute, l'ambiente e l'economia. Un'inchiesta sul ruolo dei genitori nell'educazione dei figli ci porta a riflettere sull'importanza delle figure genitoriali, con un focus sulla storia di Jannik Sinner.

Ampio spazio è dedicato alla scienza e alla tecnologia, con articoli sull'energia nucleare, i reattori nel mondo e un'intervista esclusiva a Roberto Cingolani sulla transizione energetica. Un viaggio nell'archeoastronomia ci svela come l'uomo abbia misurato il tempo attraverso i fenomeni celesti.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con una guida completa sulla dengue e focus sulla caduta dei capelli, problema molto diffuso tra gli uomini. La sezione animali ci regala immagini sorprendenti di pinguini, primati e canguri.

ABBONATI A 31,90€
Follow us