Salute

Tamponi rapidi anti-covid: funzionano contro Omicron?

I tamponi antigenici riescono a stanare anche la variante Omicron di coronavirus, ma sembrano avere una ridotta sensibilità. Perché? E come comportarsi?

Fidarsi se il test è positivo, un po' meno se è negativo: nelle ultime settimane di pandemia l'abbiamo imparato fin troppo bene, e ora la scienza sembra confermare una ridotta sensibilità dei test antigenici nasali alla variante Omicron.

Un nuovo studio riportato dal New York Times su due tipi di test rapidi per covid diffusi negli Stati Uniti ha trovato che, nei primi tre giorni dal contagio, i tamponi nasali fai da te possono "mancare" il virus, anche quando questo è presente in quantità importanti. Perché succede, e che cosa possiamo fare per evitare errori?

Doppio test. L'analisi dei ricercatori della Yale School of Public Health che non è ancora stata pubblicata in peer-review si è concentrata su un piccolo campione di 30 impiegati di cinque diversi uffici tra New York e la California contagiati dalla covid a dicembre 2021, nella nuova ondata da variante Omicron. Per 10 giorni, ogni partecipante è stato testato quotidianamente sia con un tampone molecolare classico (PCR, ma su campioni di saliva), sia con test antigenici nasali di due diverse marche.

Positivi a un test, negativi all'altro. La massima discrepanza tra risultati è stata osservata nella prima fase dell'infezione, quando in 29 su 30 partecipanti i test PCR sono risultati chiaramente positivi; in media, ci sono voluti tre giorni affinché la positività emergesse anche nei test rapidi nasali, e in quattro casi i soggetti hanno fatto in tempo a contagiare altre persone.

Non è ancora chiaro se i falsi negativi nei test rapidi siano dovuti a una minore sensibilità degli antigenici alla variante Omicron o semplicemente alle migliori performance dei tamponi molecolari, che rimangono il metodo diagnostico più sicuro per la covid. Ma il risultato dello studio non è una sorpresa. La scorsa settimana anche la Food and Drug Administration aveva messo in guardia sulla ridotta sensibilità dei test rapidi alla variante Omicron.

Meno precisi. Gli scienziati incaricati dall'ente regolatore avevano infatti raccolto campioni di muco da pazienti infettati da varianti Omicron e Delta e diluito ciascuno di essi finché i test antigenici non fossero più in grado di trovare il virus. I test rapidi sono riusciti a rintracciare più spesso le positività nei campioni diluiti di variante Delta - sono quindi probabilmente meno sensibili alla Omicron. Per ora si tratta di evidenze parziali: l'efficacia dei test rapidi dipende anche dalla tipologia e da quando sono stati messi in commercio.

Un nuovo vestito. Il coronavirus nella variante Omicron presenta una cinquantina di mutazioni caratteristiche, oltre 30 delle quali a carico della proteina spike: ciascuna di queste alterazioni potrebbe modificare l'aspetto delle proteine superficiali prese di mira dai test antigenici, benché molti di essi cerchino anche bersagli più stabili rispetto alla spike.

Prima nella gola. Un'altra ragione della ridotta sensibilità potrebbe essere legata a dove il virus nella variante Omicron si moltiplica inizialmente. In una piccola sottoanalisi condotta su solo cinque partecipanti, i ricercatori di Yale hanno trovato che il coronavirus raggiungeva un picco di concentrazione nella saliva un paio di giorni prima di raggiungerlo nel naso.

Un altro studio condotto in Sudafrica e in attesa di revisione è giunto a conclusioni simili: ha trovato che i tamponi molecolari rilevano un più alto numero di positivi ad Omicron se il test viene eseguito nella saliva, prelevando campioni dalla bocca, sulle gengive o all'interno delle guance.

Può essere cioè che nella nuova variante, il coronavirus si moltiplichi prima nel cavo orale e solo in un secondo momento nel naso, dove è più difficile coglierlo in flagrante. Del resto alcuni test rapidi in vendita nel Regno Unito prevedono che si prelevi materiali sia dal naso sia dalla bocca, per una maggiore accuratezza; e da giorni su Twitter si rincorrono i racconti di persone risultate negative a tamponi nasali ma positive a quelli compiuti in gola.

Che fare, quindi? I test rapidi sono uno strumento importantissimo per le diagnosi precoci di covid, specialmente vista la contagiosità della variante Omicron e la più lunga attesa necessaria al risultato dei tamponi molecolari (per non parlare delle interminabili liste di attesa nei punti di prelievo). I risultati negativi andrebbero presi però col beneficio del dubbio, soprattutto in presenza di sintomi o se si è stati a stretto contatto con persone positive. Per essere sicuri, i test rapidi andrebbero ripetuti almeno un paio di volte nell'arco di un paio di giorni, dopo la situazione considerata a rischio.

7 gennaio 2022 Elisabetta Intini
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