Salute

Svelato 'effetto serendipity', meccanismo apre a scoperte inattese

Roma, 7 apr. (AdnKronos Salute) - Individuate le basi neurali della 'serendipità', la capacità di fare scoperte inaspettate mentre si sta cercando qualcosa di completamente diverso, illustrata così bene nel film 'Serendipity - Quando l'amore è magia' di Peter Chelsom. Ebbene, secondo un lavoro tutto italiano, la serendipità dipende da un meccanismo cerebrale che potenzia l'osservazione cosciente. Al centro dello studio un fenomeno definito dal fisiologo Walter Bradford Cannon, tra i primi a utilizzare il termine, come "la facoltà di trovare le prove a sostegno di un'ipotesi in modo del tutto inaspettato, o la capacità di scoprire nuovi fenomeni o relazioni tra fenomeni diversi senza avere avuto l'esplicita intenzione di scoprirli".

Attraverso lo studio dei potenziali elettrici cerebrali, un gruppo di ricercatori della Sapienza di Roma, coordinato dal docente di Neuropsicologia Fabrizio Doricchi, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, ha dimostrato su 'Cortex' come la capacità di elaborare coscientemente degli stimoli visivi è significativamente incrementata quando l'osservazione attiva del mondo esterno non sia guidata da aspettative probabilistiche e temporali rigidamente definite. Il cervello, insomma, produce questo potenziamento del livello di coscienza amplificando e prolungando, nella corteccia visiva secondaria, la durata delle fasi di immagazzinamento e di elaborazione delle tracce sensoriali visive che precedono l'elaborazione cosciente.

"La serendipità sembra quindi prodursi - afferma Doricchi - quando l'attenzione di un osservatore attivo non è strettamente focalizzata su ciò che, in base all'esperienza di eventi passati coscientemente percepiti, ci si aspetta di osservare in futuro". Questi risultati forniscono la prima descrizione dei meccanismi neurali e cognitivi che sono alla origine delle scoperte di tipo 'serendipico'.

7 luglio 2015 ADNKronos
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