La malattia di Robespierre

Il rivoluzionario francese aveva una rara malattia del sistema immunitario chiamata sarcoidosi. La diagnosi, a oltre 200 anni dalla morte, è stata fatta in base a una impressionante ricostruzione del volto e ai documenti storici.

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Sguardo di ghiaccio e viso devastato dalla sarcoidosi e dal vaiolo. Ecco il volto di Maximilien Robespierre ricostruito da Philippe Froesch.

Maximillien de Robespierre (Arras, 6 maggio 1758 – Parigi, 28 luglio 1794), figura di spicco della Rivoluzione francese, ghigliottinato nel 1794, soffriva di una malattia rara chiamata sarcoidosi.

 

Lo hanno sostenuto, sulla rivista medica Lancet, due scienziati forensi, che hanno ricostruito il volto del celebre politico basandosi sulla maschera di cera, realizzata subito dopo la decapitazione da Madame Tussaud, futura fondatrice del museo delle cere di Londra, vissuta a Parigi nel periodo dei moti rivoluzionari.

 

Tanti sintomi, una causa. La diagnosi proposta da Philippe Charlier e Philippe Froesch, rispettivamente del centro per la visualizzazione forense della Catalogna (Spagna) e dell'Unità di formazione e ricerca di Montigny-le-Bretonneux (Francia), si basa sull'aspetto del volto ricostruito e sull'analisi di documenti e testimonianze dell'epoca, che attribuivano a Robespierre un ampio spettro di disturbi.

 

«Numerosi sintomi sono stati descritti dai testimoni dell'epoca» si legge su Lancet. «Fra questi: problemi alla vista, sangue dal naso (“ogni notte inzuppava il cuscino di sangue”), astenia (“continua stanchezza”), frequenti ulcere alle gambe e lesioni della pelle del volto, che si univano alle cicatrici del vaiolo avuto in gioventù. […] La diagnosi retrospettiva che meglio include queste manifestazioni è quella di sarcoidosi diffusa, con compromissione degli occhi, delle alte vie respiratorie, del fegato e del pancreas».


Non è nota la terapia che Joseph Souberbielle, medico personale di Robespierre, prescrisse al suo paziente. Di certo però includeva il consiglio di mangiare molta frutta (pare che il politico ingurgitasse enormi quantità di arance), oltre che frequenti bagni e salassi, pratica allora molto diffusa. Probabilmente, comunque, la malattia sarebbe guarita da sé, come accade in circa 70 per cento dei pazienti che ne soffrono.

Luce nuova sulla sarcoidosi. Oltre a rispondere a una curiosità storica (sulle possibili sindromi che colpivano Robespierre sono state fatte molte ipotesi) lo studio permette di inquadrare meglio la sarcoidosi, malattia del sistema immunitario che colpisce oggi 5-40 persone su 100.000 e le cui cause sono ignote. Dimostra infatti che almeno alcuni fra i fattori ambientali che, nelle persone predisposte, fanno aumentare il rischio di ammalarsi dovevano essere già certamente presenti all'epoca della Rivoluzione francese.

20 Dicembre 2013 | Margherita Fronte

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