Salute

La super cannabis invade l’Europa

In media oggi, il livello Thc nella marijuana in circolazione in Europa equivale al "doppio" di quello analizzato nel 2008.

Non c'è più la cannabis di una volta. Il quadro delineato dal rapporto 2020 dell'Emcdda, l'agenzia Ue che si occupata di tossicodipendenze, fotografa un quadro in evoluzione, con caratteristiche inedite, sorprendenti e - soprattutto - più preoccupanti. Il documento evidenzia come sia "sempre più semplice" avere accesso a prodotti ad alto tasso di Thc, tetraidrocannabinolo, il principio psicoattivo della canapa.

In media, il livello Thc nella marijuana in circolazione equivale al "doppio" di quello analizzato nel 2008. L'agenzia Ue sottolinea che la cannabis è un tassello "importante" nei percorsi di trattamento per droga, ma il rapporto tra i problemi legati alla sostanza e gli sviluppi nel mercato della droga, in costante evoluzione, è ancora poco noto.

Rispetto a soli dieci anni fa, è diventato sempre più facile procurarsi nuove forme di cannabis, nonché prodotti commerciali basati su estratti della pianta. Inoltre, la resina di cannabis e la cannabis in foglie e infiorescenze hanno in media un contenuto di Thc "doppio" rispetto a dieci anni fa. L'insieme di questi dati porta a ritenere "urgentemente necessaria" una sorveglianza "più intensa" in questo settore. Questi problemi e altri, quali la disponibilità di prodotti a basso contenuto di Thc, commercializzati per l'alto contenuto di Cbd (cannabidiolo, un altro principio attivo della canapa che però non ha effetti stupefacenti), verranno esaminati in una delle prossime edizioni della serie di relazioni dell'Emcdda.

L'analisi condotta dall'Emcdda evidenzia "un aumento della potenza sia della cannabis in foglie e infiorescenze sia della resina di cannabis dal 2008. I dati più recenti fanno supporre che il contenuto di THC della resina venduta in Europa sia oggi in media il doppio di quello della cannabis in foglie e infiorescenze.

 

Dei Paesi che hanno svolto indagini a partire dal 201, otto hanno segnalato stime più elevate per l'uso di cannabis tra i giovani adulti (15-34 anni) rispetto all'anno precedente. In 3 paesi il dato è stabile e solo una nazione può esibire stime più basse rispetto alla precedente indagine comparabile. In otto di questi Paesi, e questo è probabilmente il dato più allarmante, è aumentato l'uso nella fascia tra i 15-24enni.

 

Ma quanti sono i consumatori abituali? In base alle indagini sulla popolazione generale, si stima che nell'Unione europea gli utilizzatori quotidiani o quasi quotidiani di cannabis, che hanno cioè fatto uso di questa droga per 20 o più giorni nell'ultimo mese, siano l'1% circa degli adulti, costituiti per la maggioranza (circa il 60 %) da persone sotto i 35 anni e per circa i tre quarti da maschi.

 

Nel 2018 in Europa circa 135mila persone sono entrate in trattamento specialistico per problemi legati al consumo di cannabis (il 32% di tutte le richieste di trattamento); di queste, circa 80mila lo hanno fatto per la prima volta. Nei 24 Paesi Ue che dispongono di dati, il numero complessivo di utenti presi in carico per la prima volta per problemi legati alla cannabis è aumentato del 64% tra il 2006 e il 2018.

 

Quindici Paesi hanno segnalato un incremento fra il 2006 e il 2018 e 14 hanno segnalato un incremento nell'ultimo anno (2017-2018). Complessivamente il 50% dei soggetti entrati in trattamento per la prima volta nel 2018 per uso primario di cannabis ha riferito un consumo quotidiano dello stupefacente nell'ultimo mese.

19 ottobre 2020 ADNKronos
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