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Stare seduti per troppo tempo danneggia il cervello

Una vita sedentaria danneggia non solo l'umore, ma anche il cervello. Una nuova ricerca conferma ciò che già altri studi avevano detto: trascorrere troppe ore alla scrivania fa male.

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I ricercatori dell'Università della California a Los Angeles (UCLA) hanno pubblicato uno studio che conferma ciò che da tempo altri ricercatori sostenevano: trascorrere troppo tempo alla scrivania danneggia il cervello e riduce la sua capacità di formare nuovi ricordi.

 

Interrompere la giornata lavorativa, approfittando della pausa pranzo per fare una camminata nell'isolato o dell'uscita dal lavoro per una lunga passeggiata aiuta il funzionamento cerebrale. | Dave and Les Jacobs/Blend Images/Corbis

Lo studio. La ricerca ha testato 35 volontari (25 donne, 10 uomini) tra i 45 ei 75 anni di età monitorando quanta attività fisica facessero quotidianamente e quanto tempo trascorressero seduti ogni giorno.

 

I ricercatori hanno poi sottoposto i volontari a risonanze magnetiche per valutare lo spessore del loro lobo temporale mediale (MTL), l'area del cervello che influisce sulla formazione dei ricordi e sul funzionamento della memoria.

 

I risultati hanno mostrato che chi trascorreva molto tempo seduto (da 3 a 7 ore in media), aveva il lobo temporale mediale più sottile che era tanto più ridotto quanto più tempo trascorreva seduto. L'assottigliamento è inevitabile con il trascorrere degli anni. Ma era maggiore tra chi conduceva una vita sedentaria.

 

Alzati e cammina! Secondo i ricercatori questo segnale non va sottovalutato perché comporta una perdita della cosiddetta memoria episodica e può essere un indicatore importante di un possibile futuro declino cognitivo, come l'Alzheimer e la demenza senile

 

Non è la prima volta che una ricerca mette in correlazione vita sedentaria e salute fisica. Un'altra ricerca pubblicata recentemente aveva mostrato addirittura una correlazione con la mortalità precoce.

 

Ma come si fa a conciliare lavori sedentari e salute? Una soluzione c’è: è consigliabile ad esempio interrompere il lavoro e fare pause frequenti. Magari approfittando anche delle pause pranzo o dei momenti extra lavorativi per camminare e riossigenare il cervello.

 

18 aprile 2018 | Giuliana Rotondi