Salute

Sonno interrotto: succede anche lontano da schermi e città

Anche in un remoto villaggio del Madagascar, senza smartphone e corrente elettrica, il sonno è breve e interrotto. Le 7-8 ore di riposo notturno potrebbero essere un'invenzione moderna.

I nostri antenati non si addormentavano certo leggendo post su Facebook: come sappiamo, l'esposizione alle luci artificiali, e in particolare a quella blu degli schermi di smartphone e tablet, disturba il sonno notturno.

Ma dormire 7-8 ore senza interruzioni potrebbe essere una non-esigenza dei tempi moderni: uno studio su una remota popolazione del Madagascar, isolata dalle luci della città e lontana da dispositivi elettronici, rivela che anche in questi contesti "primitivi" il sonno è breve e frammentato.

Nessuna interferenza. David Samson, professore della Duke University (Usa), ha deciso di studiare i ritmi di sonno della popolazione di Mandena, un villaggio contadino del nordest del Madagascar dove la maggior parte delle case non è ancora stata raggiunta dalla rete elettrica, nonché uno dei pochi luoghi della Terra non toccato da inquinamento luminoso. Qui, di notte, le uniche fonti di luce sono la Luna, le stelle, i fuochi per cucinare e le lampade al cherosene.

Una manciata di ore. Attraverso sensori di luce e movimento, il ricercatore ha raccolto dati relativi a 292 sessioni di sonno notturne e diurne di 21 persone tra i 19 e i 59 anni; tra queste, 9 si sono sottoposte a un esame, la polisonnografia, per capire quanto profondo fosse il loro riposo.

A sorpresa, si è visto che gli abitanti di Mandena dormono meno di quelli di Italia e Stati Uniti: in media 6,5 ore a notte, disturbate da pianti di bambini, feste, vociare e versi di animali. Se qualcuno si sveglia per fare pipì, spesso rimane alzato per un'ora o due; e la giornata comincia per tutti alle 5:30.

Poco è normale. Il tempo trascorso nel sonno profondo e nel sonno REM (quello caratterizzato da sogni) è minore, eppure il 60% degli intervistati è soddisfatto del proprio riposo. Si compensa con pisolini diurni anche di un'ora e con orari più regolari, segno che la routine potrebbe contare più del numero totale di ore dormite.

Imposizione moderna. Lo studio sembra confermare quanto riportato da antichi diari e documenti pre Rivoluzione Industriale: e cioè che la necessità di dormire una notte filata è nata di recente. Un tempo, prima dell'invasione delle luci, il sonno frammentato, intervallato da lunghe pause anche di notte, era la norma.

17 febbraio 2017 Elisabetta Intini
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