Salute

La sonda New Horizons è a caccia di un nuovo obiettivo

Dopo Plutone e Arrokoth, New Horizons cerca nuovi oggetti nella Fascia di Kuiper da studiare da vicino: si sta facendo aiutare dal telescopio Subaru.

Non le è bastato entrare nella storia con lo storico flyby di Plutone, né svelare i segreti di Arrokoth, l'oggetto transnettuniano più lontano e primitivo mai esplorato da una missione spaziale. La sonda della NASA New Horizons è pronta a concentrarsi su un nuovo obiettivo, che sta cercando tra i corpi minori ghiacciati della Fascia di Kuiper. Per mettere a fuoco il suo prossimo target, la viaggiatrice celeste ha chiesto aiuto al telescopio giapponese Subaru, situato sulla cima del Mauna Kea, un vulcano dormiente sulla maggiore delle isole Hawaii.

l'imbarazzo della scelta. La Fascia di Kuiper, una regione che si estende al di là dell'orbita di Nettuno, è ricca di frammenti del disco protoplanetario solare che non riuscirono ad aggregarsi fino a formare pianeti veri e propri, e sono rimasti di piccole dimensioni. Questi corpi minori, i planetesimi, potrebbero raccontare informazioni interessanti sul Sistema Solare delle origini: dettagli sulla loro formazione sono già emersi dall'analisi di Arrokoth, l'oggetto simile a un asteroide binario di recente avvicinato dalla New Horizons.

Nonostante la loro elevata concentrazione, i planetesimi sono disseminati in un'area molto vasta. Ecco perché Subaru, con il suo specchio primario di 8,2 metri di diametro e un ampio campo di osservazione, dovrebbe aiutare la sonda a individuare i più promettenti. Dalle osservazioni con il telescopio - l'ultima delle quali in programma per agosto - il team di missione si aspetta di trovare un centinaio di oggetti di Kuiper, una cinquantina dei quali osservabili, a distanza, dalla sonda. Attualmente il telescopio sta studiando un'area di cielo equivalente a 18 Lune piene.

Un sorvolo più ravvicinato. Le osservazioni coordinate di New Horizons e Subaru sveleranno dettagli importanti sulla natura di questi misteriosi semi primordiali del nostro sistema planetario. Se infatti, da Terra, i planetesimi appaiono investiti in pieno dalla luce solare, dalla prospettiva più ravvicinata di New Horizons sono rischiarati solo per metà, una diversa angolazione della luce che potrebbe aiutare a vedere meglio alcune conformazioni della superficie. Ma la speranza è che uno di questi oggetti si trovi nell'orbita giusta per essere raggiunto in uno degli ormai celebri rendezvous della sonda, abituata a scegliere i suoi target... in corsa. Dopotutto, Arrokoth fu scoperto nel 2014, 8 anni dopo il lancio di New Horizons.

1 agosto 2020 Elisabetta Intini
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