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Sistema immunitario, l'ambiente conta più dei geni

Le principali differenze nel modo in cui rispondiamo alle malattie dipendono dalla precedente esposizione a germi e batteri, dall'alimentazione e dall'igiene personale. Molto meno dal corredo genetico.

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Influenza: la precedente esposizione a microbi fa più del corredo genetico. | Nicole Hill/Rubberball/Corbis

Lo stesso virus può scatenare, in alcuni, un blando raffreddore, in altri un febbrone insistente, e lasciare altri ancora del tutto sani. Davanti all'aggressione di patogeni siamo tutti diversamente vulnerabili: le maggiori differenze nella risposta immunitaria non dipenderebbero però dai geni, come talvolta si pensa, ma da fattori ambientali. Lo rivela uno studio sui gemelli della Scuola di Medicina dell'Università di Stanford pubblicato su Cell.

 

Il DNA non è tutto. «L'idea in alcuni circoli è che se si sequenzia il genoma di qualcuno, si potrà vedere quali malattie avrà per i 50 anni successivi» commenta Mark Davis, Professore di Microbiologia e Immunologia e coordinatore dello studio. Ma nonostante la genetica abbia un ruolo indiscusso nell'insorgenza di alcune malattie, il nostro sistema immunitario deve essere incredibilmente adattabile per gestire imprevisti come infezioni virali, ferite o tumori. «Deve cavarsela con le proprie gambe» dice Davis.

 

identici (o quasi). Per determinare l'influenza di geni e ambiente nelle caratteristiche del sistema immunitario, i ricercatori hanno coinvolto 78 coppie di gemelli monozigoti (con identico DNA) e 27 coppie di eterozigoti (con il 50% di geni in comune). A entrambi i membri sono stati effettuati tre prelievi del sangue in tre diverse occasioni, per misurare l'attività di 200 diverse componenti del sistema immunitario.

 

L'esperienza conta. In tre quarti dei casi, le influenze non ereditarie (precedenti vaccinazioni o esposizioni alle infezioni, alimentazione, igiene orale) hanno battuto i fattori ereditari nel modellare le caratteristiche del sistema immunitario. Questa dominanza è stata osservata soprattutto nei gemelli anziani (dai 60 anni in su), meno in quelli sotto i 20 anni.

 

Stessi geni, diverse reazioni. Nei meno giovani, i fattori ambientali influenzano considerevolmente la risposta ai medesimi vaccini influenzali; anche la presenza o meno di infezioni virali croniche non curate (come quella dei citomegalovirus, un virus che dà sintomi simili a quelli di un comune raffreddore, ma che può debilitare chi è già cagionevole di salute) gioca un ruolo importante nel determinare la responsività del sistema immunitario.

 

Positiva evoluzione. «Almeno per i primi 20 anni di vita - conclude Davis - il sistema immunitario pare capace di adattarsi a una gamma incredibilmente vasta di condizioni ambientali. Se in buona salute, le nostre difese continuano a rinnovarsi mano a mano che incontrano patogeni, microbi "buoni", sostanze nutritive e altri elementi, facendo passare in secondo piano l'influenza della maggior parte dei fattori ereditari».

 

16 gennaio 2015 | Elisabetta Intini