Salute

Si può curare la dipendenza da oppioidi con la cannabis?

L'abuso di oppioidi è un'emergenza sanitaria in molti Paesi: uno studio sfata il mito che si possa ridurre la dipendenza da oppioidi con la cannabis.

L'abuso di oppioidi è un'emergenza sanitaria nazionale in molti Paesi del mondo, specialmente negli Stati Uniti. Per questo motivo, medici e scienziati cercano di trovare nuove strategie per limitare gli effetti della dipendenza, riducendo i sintomi da astinenza ed elaborando nuove cure.

Piaga sociale. Tra tutte le droghe illegali in circolazione, attualmente i derivati dell'oppio sono le più pericolose e causano la morte o la disabilità di un numero di persone molto più alto rispetto a qualsiasi altra sostanza concorrente. Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie considerano la diffusione di questo tipo di stupefacenti come un'autentica epidemia, tanto che nel solo 2022, il CDC (Center for Disease Control) ha riportato la morte di quasi 80mila persone per overdose. La più potente (e diffusa) tra le sostanze in questione rimane il fentanyl, un oppiaceo sintetico cento volte più forte della morfina e in grado di risultare fatale anche dopo una singola inalazione.

Giusta cura? In molti casi, il consumo di cannabis (legale in vari Stati dell'Europa e del Nordamerica) è stato visto come un'alternativa agli oppioidi e associato a una riduzione nel consumo di droghe illecite più dannose per la salute. Questo approccio, però, è stato smentito da uno studio australiano pubblicato sull'American Journal of Psychiatry.

Dati ventennali. Quello che rende particolarmente significativa la ricerca, guidata dall'Università di Sidney, è stata la sua durata ventennale, che ne fa una delle analisi scientifiche più lunghe di questo tipo. Proprio il prolungato periodo di tempo investito nello studio ha permesso agli esperti di individuare dei trend più precisi attraverso l'analisi dei dati raccolti. L'indagine ha consentito anche di studiare i cambiamenti nel consumo di droghe nel corso del tempo.

Lo studio. Sono state osservate 615 persone dipendenti da eroina monitorate dal 2001 e il 2022, molte delle quali facevano uso di cannabis. Per esaminare l'eventuale impatto della marjuana sull'assunzione di oppioidi, e viceversa, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica statistica complessa, in modo da calcolare anche fattori individuali (come l'età) che potrebbero influire sull'impiego di entrambe le sostanze.

"Terapia" sbagliata. L'articolo ha dimostrato che l'utilizzo di cannabis rimane comune tra la popolazione che ha abusato di eroina, ma queata circostanza non è legata a una riduzione nella fruizione della droghe più pesanti. Secondo Jack Wilson, membro del Matilda Centre for Research in Mental Health and Substance Use di Sidney e relatore dello studio, incoraggiare le prescrizioni di marjuana in sostituzione degli oppioidi nei confronti soggetti affetti da tossicodipendenza, come avviene in alcuni Stati americani, non è una strategia efficace a lungo termine.

Al contrario, i medici dovrebbero essere cauti nel fare affidamento sulla cannabis per ridurre l'uso di derivati dell'oppio. In passato, i medici che ritenevano valida questa terapia si basavano su indagini di breve periodo concentrate soprattutto sul trattamento del dolore cronico (attenuato dagli effetti dei cannabinoidi), piuttosto che sui livelli complessivi di assunzione degli oppioidi.

20 dicembre 2023 Massimo Manzo
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