Senza le tonsille, da adulti ci si ammala di più

Uno studio sui dati di oltre un milione di persone valuta rischi e benefici dell'asportazione di tonsille e adenoidi, operazioni fino a pochi anni fa comuni tra i bambini.

tonsille
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È come togliere le tonsille, si dice, e nel linguaggio comune è sinonimo di "operazione di poco conto" per sbarazzarsi di un lascito, ossia un organo inutile, senza più funzioni. Per ciò che riguarda le tonsille non è proprio così, come del resto da tempo si sospetta, e come ora uno studio pubblicato su Jama Network dimostra con dati piuttosto solidi: la rimozione da bambini di tonsille e adenoidi comporta, da adulti, un rischio più alto di infezioni e malattie respiratorie, comprese quelle che l'operazione doveva servire a evitare.

 

Una storia secolare. Tonsille e adenoidi sono costituite da tessuto linfatico, e costituiscono la prima barriera contro gli agenti infettivi che entrano dal naso e dalla bocca. Questo è anche il motivo per cui si infiammano spesso, provocando mal di gola e otiti. Si è sempre pensato che non servissero a niente per cui, di fronte ai più comuni malanni, si procedeva ad asportarle.

 

La rimozione delle tonsille è addirittura praticata fin dall'antichità. Se ne ha una descrizione in testi della medicina indù che risalgono al 1000 avanti Cristo. Le tecniche per effettuare la tonsillectomia, dall'enucleazione manuale della Roma antica, allo "strangolamento" praticato a partire dal Cinquecento, fino alla dissezione "a caldo" o "a freddo" sono state inventate e perfezionate nel corso dei secoli. Fino quasi a metà del secolo scorso, togliere le tonsille era considerato un rimedio per molte malattie dell'infanzia, da quelle respiratorie, fino ai problemi di ritardo della crescita. Negli anni '30 e '40, in paesi come l'Inghilterra, più della metà dei bambini venivano operati di tonsille.

 

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Solo se necessario. Nel corso del tempo, oltre a farsi strada l'idea che l'intervento non è privo di rischi, si sono molto ristrette le indicazioni per cui è raccomandato, tanto che, anche se resta tra le operazioni eseguite più di frequente in età pediatrica, i numeri si sono enormemente ridimensionati rispetto al passato. Oggi, le principali indicazioni, in base alle linee guida italiane e internazionali, sono la sindrome dell'apnea ostruttiva del bambino e le forme severe di tonsillite ricorrente (almeno cinque episodi l'anno).

 

Più danni che benefici? Il nuovo studio, per indagare sulle possibili conseguenze a lungo termine della rimozione di tonsille e adenoidi, ha analizzato i dati su un milione e duecentomila bambini nati in Danimarca tra il 1979 e il 1999. I dati sulla salute di coloro che, prima dei 9 anni, avevano subito l'asportazione di tonsille, adenoidi o di entrambe, sono stati confrontati con quelli di persone, nate negli stessi anni, che invece le avevano conservate.

 

È risultato che entrambe le operazioni sono associate, da adulti, a un rischio da due a tre volte maggiore di infezioni delle alte vie respiratorie. Un rischio, più piccolo, di aumento è stato osservato anche per altre forme di infezioni e allergie, dalle congiuntiviti all'asma. Ma soprattutto, sulla lunga distanza, il rischio di quei disturbi che avrebbero dovuto essere prevenuti con l'eliminazione di tonsille e adenoidi è risultato lo stesso, se non addirittura maggiore per chi non aveva più le tonsille. Questi dati portano insomma a soppesare con ancora maggiore cautela i benefici rispetto ai possibili danni di quella che sembrava un'operazione da niente.

09 Luglio 2018 | Chiara Palmerini