Se vi piacciono... ecco i virus al microscopio

Una carrellata di virus al microscopio.

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Nonostante l'aspetto amichevole e la forma a cuore, questa particella è tutt'altro che innocua. Si tratta infatti di un ingrandimento al microscopio elettronico del virus dell'influenza aviaria H5N1.
Ultimamente non se ne parla più e forse la sua diffusione non viaggia ai ritmi che si temevano: in un nostro multimedia vi mostriamo comunque cosa potrebbe succedere se passasse all'uomo: clicca qui saperne di più

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Uno starnuto, il naso che gocciola, un senso di debolezza... Forse siete stati colpiti da uno degli oltre 250 virus del raffreddore esistenti al mondo, come questi coronavirus ripresi al microscopio elettronico. L’abbondanza di ceppi spiega perché, durante l’evoluzione, non ci siamo immunizzati dal raffreddore. Il 2% della popolazione è portatore di uno di questi virus senza sintomi e si calcola che durante le epidemie sono infettati fino all’80% dei bambini.
Il raffreddore è così comune perché si trasmette facilmente: le vie di contagio sono praticamente infinite. Può essere l’aerosol di vapore che esce dalle narici del vicino in autobus, ma anche il ripiano su cui qualcuno ha starnutito 3 ore prime: basta toccarlo per “infettarsi” (probabilità: 93,7%). E anche stringere la mano a un malato è sufficiente per essere contagiati (probabilità: 66,6%): tutti noi, infatti, ci tocchiamo inconsapevolmente il naso molto spesso. E i virus del raffreddore trova la “porta d’entrata”.

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Sembra una piccola pallina ricamata con fiorellini rossi all'uncinetto e invece è l'ingrandimento del temibile papilloma virus (Hpv), responsabile del 50% dei casi di cancro all'utero nelle donne.
Secondo un recente studio pubblicato su “The Lancet Oncology”, dei 12,7 milioni di nuovi casi di tumore all'anno nel mondo almeno due milioni sono imputabili a infezioni. In particolare, papilloma virus (Hpv), Helicobacter pylori e i virus dell'epatite B e C da soli sono responsabili di 1,9 milioni di casi di cancro, specialmente del tratto gastrico, epatico e della cervice uterina.
La ricerca, condotta dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) di Lione, ha analizzato il tasso di incidenza di 27 tipi diversi di tumore in 184 Paesi (dati 2008). I risultati hanno evidenziato come nei Paesi in via di sviluppo il 23% dei tumori è riferibile a infezioni, mentre nei Paesi sviluppati la percentuale scende al 7,4%. Nella lotta contro il cancro, quindi, alla ricerca scientifica per farmaci, terapie e vaccini sempre più efficaci, alle nanotecnologie e alla prevenzione legata allo stile di vita sarà sempre più importante affiancare la cura di quelle infezioni che possono favorire l'insorgenza di cellule tumorali.

Quando la febbre cura il cancro.

Scopri tutto sulle 9 malattie più difficili da diagnosticare.

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Si è data da poco notizia della mancanza di fondi per la ricerca e la prevenzione del virus dell'Hiv (Human Immunodeficiency Virus), causa della sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids). Questa la struttura del virus al microscopio: il linfocita infettato ha la superficie caratterizzata dalle tipiche sporgenze irregolari. Le piccole particelle sferiche del virus (in blu nella foto) entrano così nel circolo ematico e causano appunto la morte dei linfociti e l'indebolimento (fino alla distruzione) del sistema immunitario. Per conoscere meglio il corpo umano visto al microscopio, visita il multimedia dedicato "Viaggio al centro dell'uomo".

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Cosa saranno mai queste sfere rosa bernoccolute? A prima vista sembrerebbero quelle palline di gomma che si usano per far giocare il micio di casa, ma dietro al loro aspetto innocuo si nasconde un killer.
Si tratta infatti del virus dell’influenza suina visto al microscopio, il temibile A/H1N1 che nel 2009 gettò nel panico il mondo intero con un allarme pandemia.
Dopo tanto clamore e paura, in realtà il virus ha avuto un impatto molto inferiore alle attese in termini di decessi (del tutto paragonabili a quelli di una normale influenza) e milioni di dosi di vaccini acquistati dai governi per fronteggiare la possibile emergenza sono rimasti nei frigoriferi.
L’OMS ha dichiarato chiusa la fase pandemica nell’agosto 2010, ma questo non significa che il virus sia scomparso. In realtà, dal 2009 è ancora in circolazione e si comporta come un comune virus stagionale. Come rivelano i dati dell’OMS, nel 2010 il virus pandemico A/H1N1 ha co-circolato con i virus influenzali A/H3N2 e B, di conseguenza il vaccino della stagione 2011-2012 è stato preparato con gli antigeni capaci di combattere proprio questi 3 ceppi principali.
Ma i virus influenzali possono mutare in qualsiasi momento: speriamo che queste palline bitorzolute non decidano di complicarci nuovamente la vita.

Non perderti la fotogallery con i "virus di cristallo".
Qui trovi tutte le domande e risposte sull'influenza A.

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Anche i cetrioli, nel loro piccolo, si ammalano. Quello che vedete, per esempio, è il virus della necrosi del cetriolo: trasmesso da un fungo, fa scolorire e avvizzire le foglie di questa pianta.
Potrebbe sembrare un’illustrazione artistica, ma in realtà è la ricostruzione computerizzata operata da un particolare software che “legge” i dati forniti da un crio-microscopio elettronico. Si tratta di un normale microscopio elettronico, ma con una marcia in più: i campioni analizzati vengono portati al di sotto dei – 150° C, e poi bersagliati con fasci di elettroni da diverse angolazioni, per vedere come si comportano a temperature così basse.
Tutti i dati raccolti da questo strumento vengono poi trasmessi a un computer che li rielabora trasformandoli in modelli a tre dimensioni.

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L’americano David Goodsell, professione biologo molecolare, ha una passione: dipingere… l’invisibile. Combinando la sua passione per l’arte e il suo mestiere di scienziato ha iniziato a illustrare le complessità biochimiche presenti nella cellula. Come quelle che si innestano quando un macrofago divora un batterio invasore, una cellula cancerogena marcia attraverso una spessa foresta di collagene o il virus dell’Hiv passa silenziosamente nel flusso sanguigno, sotto il naso del sistema immunitario che non si attiva.
Nella foto, gli anticorpi del sangue (da rosa chiaro a scuro) attaccano un batterio (a sinistra) e le particelle di un virus.

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Non esiste una terapia che possa sradicare nell'uomo l'infezione causata dal virus dell'immunodeficienza acquisita (HIV): il virus si inserisce infatti nel DNA della cellula in modo permanente. Nella foto, la superficie anomala di un globulo bianco infettato.
Quarantadue milioni di persone convivono, secondo il recente reportage delle Nazioni Unite, con l'HIV. Nel 2002, 5 milioni sono state le persone infettate e 3.1 milioni le persone morte per infezioni e neoplasie, risultato del deficit immunologico.

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Una menzione d'onore è arrivata anche per questo poster contenente una rappresentazione 3D del virus dell'Ebola, responsabile di epidemie mortali di febbre emorragica nel continente africano.
L'illustrazione, oltre a mettere in evidenza la caratteristica forma a occhiello del virione e la sua la superficie, permette di dare uno sguardo alla sua struttura molecolare interna con tutti i suoi componenti: polipeptidi, lipidi, RNA e proteine che funzionano da velcro mortale (in marrone), aggrappandosi alle cellule target e garantendo al virus un agile accesso al loro interno.

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Ecco quel che si vede se si guarda da vicino... un virus. In particolare, si tratta di un virus che infetta i batteri: l'immagine rappresenta l’interno del batteriofago che si riassembla con le proteine prodotte dal batterio con il proprio DNA (in verde) e l'apertura verso l'esterno.

Foto: © Graham Johnson e Gabriel Lander

Nonostante l'aspetto amichevole e la forma a cuore, questa particella è tutt'altro che innocua. Si tratta infatti di un ingrandimento al microscopio elettronico del virus dell'influenza aviaria H5N1.
Ultimamente non se ne parla più e forse la sua diffusione non viaggia ai ritmi che si temevano: in un nostro multimedia vi mostriamo comunque cosa potrebbe succedere se passasse all'uomo: clicca qui saperne di più
26 Novembre 2013