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Saturimetro e Coronavirus, perché può essere utile

Perché il saturimetro, strumento che misura la quantità di ossigeno nel sangue, sta andando a ruba? Perché può aiutare a capire se i polmoni stanno lavorando bene e se la febbre che abbiamo potrebbe - e sottolineiamo potrebbe - essere un sintomo di CoVid-19.

Saturimetro
Un saturimetro portatile. | Shutterstock

A Milano i saturimetri - anche noti come pulsossimetri od ossimetri - sono andati a ruba. Provate a chiamare una farmacia cittadina per chiedere se ce li hanno e la risposta sarà quasi sempre la stessa: no.

 

Il saturimetro è uno strumento che permette di misurare la quantità di emoglobina legata a un gas nel sangue. In altre parole permette di stimare la quantità di ossigeno presente nel sangue. Consiste in una pinzetta che si applica a un dito collegata a una scatoletta. Per niente invasivo, può essere impiegato con facilità anche in ambito casalingo e non solo in ambito medico ed ospedaliero.

 

A chi potrebbe servire. È diventato lo strumento sanitario più ambito del momento insieme a mascherine e disinfettanti per le mani perchè nell'attuale situazione di emergenza può essere molto utile a chi viene colpito dal Coronavirus e non è così grave da essere ricoverato, o a chi ha la febbre e teme di essere stato contagiato dal virus di CoVid-19 (e ovviamente non ha fatto alcun tampone)


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Come è noto, CoVid-19 attacca le vie aeree profonde ed è quello che può provocare le pericolose polmoniti atipiche. I medici chiedono a chi è in isolamento a casa di monitorare l'eventuale difficoltà respiratoria che potrebbe essere preludio di un aggravamento e del successivo ricovero.

Mostra se i polmoni funzionano bene. Il saturimetro è un ulteriore mezzo che può aiutare a monitorare lo stato di salute. Con il saturimetro, infatti, si misura la saturazione di ossigeno dell'emoglobina presente nel sangue (definita con la sigla "SpO2"). In altre parole, si verifica come sta andando l'ossigenazione del sangue. Valori superiori a 95% indicano che i polmoni stanno lavorando bene.

 

Se invece sono inferiori al 95% significa che c'è una ridotta presenza di ossigeno nel sangue (i medici definiscono questa condizione ipossiemia). Ciò significa che gli scambi gassosi tra sangue e atmosfera, che hanno luogo a livello degli alveoli polmonari, non stanno avvenendo in modo normale e adeguato. In queste situazioni il paziente incontra difficoltà a respirare: potrebbe essere in corso una polmonite e potrebbe essere necessario un ricovero in ospedale.

 

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Per una misurazione ottimale

1) occorre tenerlo qualche minuto per stabilizzare la lettura;

2) la lettura non è corretta con dita fredde (nel caso, abbassate la mano verso terra per fare arrivare "sangue caldo" ai polpastrelli);

3) funziona male con smalto e unghie finte.

 

14 marzo 2020