Salute

Sanità: obbligo Pos per 180mila medici, ma 70-80% è senza

Fnomceo, carico burocratico e assenza sanzioni frenano diffusione

Roma, 18 mar. (AdnKronos Salute) - Il Pos, la macchinetta per facilitare i pagamenti con le carte di credito e il bancomat, è obbligatorio per i medici liberi professionisti per le fatture superiori ai 30 euro ma, non essendo ancora previste le sanzioni, "su 180 mila medici e odontoiatri interessati, quelli che lavorano con la partita Iva o in libera professione, si può stimare che il 70-80% non si è ancora adeguato". Lo afferma all'Adnkronos Salute Maurizio Benato, vicepresidente della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

"C'è un disegno di legge che vorrebbe introdurre sanzioni con multe salate per chi non si è adeguato, una misura in linea con il provvedimento, ma che aumenta il carico burocratico dei piccoli studi. "Della questione sanzioni - aggiunge - se ne occuperà il prossimo comitato centrale della Fnomceo".

L'allarme per futuri blitz con multe severe per i medici in ritardo con l'obbigo del Pos arriva invece dal presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Rossi, che oggi in una lettera pubblica spiega il suo 'no' alla norma: "E' assurda la speranza, da parte dello Stato, che tutti i pazienti, comprese le persone anziane, si dotino di carta di credito per prestazioni di modesto importo - avverte Rossi - si aggiunge ora la proposta di sanzioni previste per la mancata adozione del Pos da parte dei medici che esercitano in libera professione. E' inaccettabile il sostegno della Fnomceo al disegno di legge".

"Trasparenza e controllo" sono le parole d'ordine di Benato sulla vicenda del Pos e delle sanzioni: "L'applicazione pratica del Ddl con le sanzioni - sottolinea - può avere una logica all'interno di un pensiero generale sul rapporto cittadino-medico. Ma l'uso del Pos, non va dimenticato, potrebbe avere conseguenze deleterie sul professionista per l'impatto burocratico sull'organizzazione del lavoro. Se lo scopo è la tracciabilità del denaro - aggiunge Benato - teniamo presente che oggi si possono pagare le prestazioni con gli assegni, assolutamente tracciabili. Un'ipotesi su cui confrontarsi - suggerisce - potrebbe essere quella di alzare la quota dei 30 euro ad esempio a 100 euro".

Sull'ipotesi di futuri blitz della Guardia di finanza negli studi dei medici per verificare l'uso del Pos e pesanti sanzioni per i camici bianchi, Benato è molto chiaro: "Se si vogliono scoprire evasioni fiscali o altri illeciti si possono anche controllare le dichiarazione dei redditi o i fatturati degli studi a fine anno - ricorda - Oggi nell'applicazione della Legge di stabilità, i professionisti della salute dovrebbero intervenire sul 730 precompilato e comunicare la parcella fatturata al paziente.

Un'altra incombenza che si aggiunge al lavoro quotidiano".

"Non ci opponiamo all'informatizzazione dei pagamenti - conclude il vicepresidente della Fnomceo - è una spinta che condividiamo, ma se tutto il sistema va in questa direzione. E ancora non è così. I nodi vanno affrontati con tutti i soggetti interessati, tenendo presente l'applicabilità delle norme decise in Parlamento nel lavoro che i medici fanno ogni giorno".

18 marzo 2015 ADNKronos
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