Salute

Sanità: in farmacia contro il reflusso, alleanza con medici base e specialisti

Gestione dei sintomi più diretta grazie anche a un documento in 10 punti per riconoscere disturbo

Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - Farmacisti punto di riferimento nella gestione del reflusso gastroesofageo, grazie all'alleanza con gli specialisti e i medici di famiglia. E a un documento in 10 punti per riconoscere con certezza i disturbi, condiviso fra le tre categorie di professionisti della salute e presentato oggi a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, insieme al progetto per l'appropriatezza del trattamento sul territorio

I sintomi da reflusso gastroesofageo, bruciore di stomaco (retrosternale) e rigurgito acido hanno un'elevata diffusione nella popolazione italiana, hanno spiegato gli esperti. Otre il 44% delle persone ne soffre regolarmente. Ma il percorso del paziente con questi sintomi è tortuoso, spesso improprio e con scarso riconoscimento di ruoli e funzioni dei singoli professionisti di competenza; ne consegue una gestione inappropriata del disturbo. Nasce da qui il documento di orientamento 'La gestione condivisa dei sintomi da reflusso gastroesofageo in 10 assiomi', frutto dell'impegno di un gruppo di lavoro multidisciplinare, che ha trovato un'unità d'intenti tra i diversi operatori sanitari con un unico obiettivo: consentire una gestione razionale, efficace e sicura del paziente con bruciore di stomaco.

"Questa pubblicazione - ha spiegato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani - firmata da autorevoli rappresentanti delle diverse società scientifiche di medici e di farmacisti, rappresenta un esempio virtuoso di dialogo tra le diverse figure sanitarie che operano sul territorio, che auspico possa essere considerato un modello di collaborazione interprofessionale in cui l'attenzione al paziente è l'elemento cardine".

Mandelli ha sottolineato l'importanza di un azione di squadra dei professionisti della salute per una corretta gestione di questa e altre patologie diffuse. "Agire in modo indipendente, isolato, secondo propri schemi e affidandosi alle proprie esperienze, non è una scelta utile", ha aggiunto precisando che serve un'evoluzione del processo di cura a beneficio dei pazienti e del Servizio sanitario nazionale. E il documento presentato ha l'ambizione di aprire questa strada. In questo contesto "il farmacista, supportato dai medici di medicina generale e dagli specialisti, ha l'opportunità di acquisire le competenze necessarie per individuare e gestire adeguatamente i pazienti con sintomi da reflusso gastroesofageo eleggibili al trattamento di automedicazione", ha ricordato Eugenio Leopardi, presidente Utifar.

"Il farmacista - ha precisato Vincenzo Savarino, ordinario di Gastroenterologia dell'università degli Studi di Genova - una volta esclusi sintomi d'allarme, come il dimagrimento o la sensazione di ostacolo al passaggio di cibo o liquidi, può gestire tranquillamente questi disturbi, semplici da individuare. Le linee guida internazionali indicano che è sufficiente constatare due sintomi per diagnosticare il reflusso : bruciore di stomaco retrosternale e rigurgito acido".

Il gruppo di consenso di professionisti della salute che ha redatto il documento vede con favore l'autocura di questi sintomi. "L'esagerato allarme su questi problemi negli anni scorsi - ha ricordato Guidi Sanna, medico di famiglia Fimmg - ha fatto sì che spesso i pazienti si rivolgessero direttamente agli specialisti o che richiedessero esami inappropriati e costosi". Oggi, ha concluso Enzo Ubaldi, medico di medicina generale Simg, "la possibilità di utilizzare in automedicazione i farmaci inibitori di pompa, prescritti per molti anni dai medici, ha rivoluzionato la possibilità della gestione di questi disturbi". Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo non condizionato di Pfizer Consumer Healthcare.

22 giugno 2016 ADNKronos
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