Salute

Sanità: guerra frena missioni mediche, progetto 'Cuori in emergenza'

L'appello di Bambini cardiopatici nel mondo, non possiamo più andare da loro, aiutateci a operarli in Italia

Milano, 25 mar. (AdnKronos Salute) - Dal 1993 i medici dell'associazione Bambini cardiopatici nel mondo hanno organizzato ogni mese missioni di speranza nei Paesi poveri, per operare al cuore piccoli bisognosi di cure introvabili o inaccessibili in patria. Ora la guerra ha fermato i loro viaggi, ma non ma voglia di aiutare chi soffre. L'Onlus fondata e presieduta da Alessandro Frigiola, co-direttore dell'Area di cardiochirurgia pediatrica dell'Irccs milanese Policlinico San Donato, non si arrende a chi minaccia la sicurezza internazionale e lancia il progetto umanitario 'Cuori in emergenza': se i medici non possono partire per andare dai bimbi, saranno questi a farlo per venire dai medici. Gratis, a spese dell'associazione.

Per tutto il 2016 - annuncia l'Onlus - Bambini cardiopatici nel mondo finanzierà i costi degli interventi per alcuni piccoli pazienti di varie zone del pianeta presso l'Istituto alle porte del capoluogo lombardo, centro di eccellenza internazionale in cardiochirurgia. Il primo bimbo è giunto in Italia dalla Moldavia a fine febbraio, e dopo alcune visite di controllo è stato programmato l'intervento al cuore che sarà effettuato entro pochi mesi a San Donato. "Come lui - spiega Frigiola annunciando l'iniziativa con un video su YouTube - numerosi altri bambini saranno selezionati dai nostri colleghi", sulla base di richieste raccolte dalla segreteria dell'associazione in queste ultime settimane. E "con il vostro sostegno e il vostro contributo - dice il chirurgo - sono sicuro che potremo operare decine e decine di bambini ridando loro un sorriso, e ai genitori ridando un figlio".

Per ogni piccolo coinvolto nel progetto, Bambini cardiopatici nel mondo sosterrà le spese di viaggio, di ospitalità anche per la madre, i costi dell'intervento cardiochirurgico e quelli di degenza. Per queste ultime voci di costo, l'Onlus potrà anche contare su alcune agevolazioni che fornirà il Policlinico San Donato. "A causa della situazione drammatica che si sta creando nel mondo prr la guerra - sottolinea Frigiola nel filmato - le nostre missioni operatorie ovviamente hanno dovuto subire una restrizione, ma abbiamo ritenuto opportuno offrire un'alternativa a molti dei bambini che avremmo dovuto operare in missione". Il terrorismo, è la promessa, non fermerà la solidarietà.

"La grave crisi internazionale e l'aggravarsi della minaccia dei terroristi che coinvolge diversi Paesi in cui operiamo da anni - afferma Frigiola - sta rendendo sempre più difficile per noi organizzare missioni periodiche in loco per intervenire sui bambini affetti da cardiopatie congenite che, ancora oggi, possono rivelarsi fatali se non trattate con urgenza e con tecniche chirurgiche ancora sconosciute a gran parte dei medici locali.

Se fino a poco tempo fa ciò era possibile organizzando missioni quindicinali per programmare interventi e formare il personale locale, adesso la situazione purtroppo è cambiata".

"Non possiamo rischiare di affidarci solo alle missioni - precisa il chirurgo - perché anche noi, pur avendo rapporti stretti con Governi e altre organizzazioni umanitarie internazionali, non abbiamo più certezze sulla fattibilità di interventi in loco che, anche con il massimo impegno da parte nostra, rischiano di essere rimandate e sospese contro la nostra volontà. E a scapito di tanti bambini". Così "lanciamo questo importante progetto, per la realizzazione del quale abbiamo bisogno di raccogliere più fondi possibili, affidandoci alla generosità di amici, partner, aziende sostenitrici e a tutti coloro che vorranno aiutarci e condividere con noi i principi ispiratori della nostra mission: più fondi raccogliamo, più bambini possiamo operare".

"Abbiamo la fortuna di poter contare su un rinomato gruppo ospedaliero altamente qualificato - conclude Frigiola - e sull'esperienza di tanti medici e chirurghi che offrono spontaneamente il proprio tempo e impegno per aiutarci a dare una concreta speranza di vita ai bambini cardiopatici, anche in una situazione come quella attuale che in alcuni Paesi, a causa delle conseguenze delle guerre, degli embarghi e della crisi in generale, rende le cardiopatie in età pediatrica ancora più gravi".

25 marzo 2016 ADNKronos
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